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APULICA / PASTE FRESCHE, PANETTERIA E PASTICCERIA

Torrone di Bagnara

IGP · Paste fresche, panetteria e pasticceria · Calabria

In breve

Storia e origine

Il Torrone di Bagnara nasce dall'incontro fra due produzioni locali, le mandorle e il miele, e lo zucchero che arrivava con i commerci di questo piccolo centro marinaro della Costa Viola. Documenti d'archivio raccontano che già nel Settecento i monaci dell'abbazia di Bagnara erano esperti nella preparazione dei dolci e soprattutto del torrone, che allora si chiamava «martiniana», lo stesso nome che porta ancora oggi una delle due varianti.

Verso la metà dell'Ottocento nacque la prima vera fabbrica. Da allora la storia del torrone bagnarese si è costruita attraverso tante botteghe artigiane a gestione familiare, che hanno fatto scuola e hanno creato nel tempo una cultura manuale tutta locale, con tecniche di lavorazione che distinguono questo torrone dagli altri.

Nel 2014 il Torrone di Bagnara è stato registrato come Indicazione geografica protetta.

Fonti: Qualigeo — Torrone di Bagnara IGP · eAmbrosia — Torrone di Bagnara (PGI-IT-1101)

Zona e metodo di produzione

La zona di produzione è il solo territorio comunale di Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria. Gli ingredienti sono zucchero, mandorle tostate, miele, albume d'uovo, cacao amaro, oli essenziali e spezie in polvere.

Il procedimento chiede un dosaggio preciso e una cottura complessa, a fuoco vivo e ad alta temperatura. Seguono fasi di affinamento che, nel gergo dei torronai, danno al torrone il suo aspetto tradizionale «a manto di monaco»; fra i passaggi tipici la scheda del prodotto cita anche la «rottura vitrea».

Infine la superficie si ricopre: di zucchero in grani nella variante Martiniana, di una miscela di zucchero e cacao nel Torrefatto glassato. Sono queste due coperture a dare il nome alle due tipologie della IGP.

Fonti: Qualigeo — Torrone di Bagnara IGP

Come si riconosce

Il Torrone di Bagnara è un pezzo piccolo: lungo fra 4 e 12 centimetri, pesa fra 14 e 35 grammi. Fuori ha una superficie increspata e marrone, il «manto di monaco»; dentro è marrone, con mandorle ben distribuite.

Al primo morso la pasta è friabile e croccante. La dolcezza è bilanciata dal sapore delle mandorle tostate e da una netta sensazione di brulé, con un leggero retrogusto speziato; nel Torrefatto glassato si aggiunge la nota del cacao amaro.

Si vende in confezioni con un solo prodotto, con l'incarto che riporta «Torrone di Bagnara», la dicitura Indicazione geografica protetta e i loghi, oppure in vassoi e scatole assortite, dove le stesse indicazioni devono comparire sia sulla confezione sia su ogni singolo pezzo incartato.

Fonti: Qualigeo — Torrone di Bagnara IGP

In cucina

Il torrone di Bagnara è da sempre una presenza delle feste di Natale, anche se col tempo lo si mangia sempre più spesso durante tutto l'anno. Si conserva un anno, ma per apprezzarlo al meglio conviene consumarlo entro tre mesi dal confezionamento, tenendolo in un luogo asciutto, al riparo dall'umidità.

L'abbinamento più tipico indicato dalla scheda del prodotto è con il passito di uve Zibibbo coltivate sui tipici terrazzamenti chiamati armacie.

Fonti: Qualigeo — Torrone di Bagnara IGP

Dove assaggiarlo

Il torrone si assaggia a Bagnara Calabra, l'unico comune dove può essere prodotto. La cittadina, adagiata sulla Costa Viola, è nota anche come piccola capitale del pesce spada e per i vini Costa Viola IGT. Il lungomare guarda verso lo Stretto, e il centro storico, più in alto, conserva la chiesa del Carmine e il castello ducale Ruffo, mentre fra i resti più antichi sopravvissuti al terremoto del 1908 c'è la torre aragonese di Capo Rocchi, del XV secolo. Dalla sommità del colle parte il sentiero Marturano, che riporta alla marina attraverso il verde.

Bagnara è una tappa del viaggio lungo la Costa Viola, il tratto di mare affacciato sullo Stretto di Messina dove, nei giorni limpidi, le due sponde sembrano toccarsi. Sullo stesso litorale si trova Scilla, la nostra destinazione con il castello Ruffo a picco sul mare: un itinerario che unisce torrone, passito delle armacie e borghi marinari.

Fonti: Qualigeo — Torrone di Bagnara IGP · Italia.it — Bagnara Calabra · Italia.it — Costa Viola in Calabria · Italia.it — Scilla

Tutela

Quando

  • Le fonti consultate non indicano mesi.

Dove

Calabria

Da leggere

Torrone di Bagnara IGP

Il primo torrone italiano con un'IGP: Martiniana e Torrefatto glassato, la cottura ad alta temperatura e la rottura vitrea, la storia del porto e la festa di fine novembre.

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