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APULICA / OLI E GRASSI

Terra d'Otranto (olio extravergine di oliva)

DOP · Oli e grassi · Puglia

In breve

Storia e origine

Nel Salento l'olivo è presente fin dalla preistoria, ma la sua grande diffusione si deve ai Messapi, fra il V e il IV secolo avanti Cristo. Nei secoli successivi la coltura si arricchì dell'esperienza olivicola di Fenici, Greci e Romani.

Il commercio dell'olio prese avvio nel Medioevo per iniziativa dei monaci basiliani, i seguaci di San Basilio, ai quali si deve anche il nome Terra d'Otranto per l'area che si stende ad arco dalle Murge fino all'incontro fra lo Ionio e l'Adriatico. Nel Rinascimento l'olio di questa terra era tanto apprezzato da essere esportato fino ai confini dell'Impero ottomano.

Oggi la Denominazione di Origine Protetta Terra d'Otranto, registrata nell'Unione europea e affidata a un consorzio di tutela, ha un disciplinare rinnovato che accompagna la rinascita dell'olivicoltura salentina.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Terra d'Otranto DOP · eAmbrosia — Terra d'Otranto (PDO-IT-1519)

Zona e metodo di produzione

La zona di produzione, trasformazione e confezionamento comprende l'intera provincia di Lecce e il territorio di diversi comuni delle province di Taranto e Brindisi.

Il disciplinare chiede che almeno il 60% delle olive venga dalle varietà Cellina di Nardò, Ogliarola, chiamata localmente leccese o salentina, Leccino, FS17, Lecciana e Leccio del Corno, da sole o insieme; altre varietà presenti negli oliveti possono arrivare al 40%.

La raccolta deve concludersi entro il 15 novembre, una scelta che privilegia olive al giusto grado di maturazione. La produzione non può superare le 15 tonnellate per ettaro, le olive vanno molite entro un giorno dalla raccolta e la resa in olio non può superare il 20%.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Terra d'Otranto DOP

Come si riconosce

L'olio Terra d'Otranto DOP è verde o giallo con leggeri riflessi verdi. Il profumo è un fruttato medio di oliva al giusto grado di maturazione, e anche in bocca il fruttato è medio, con un leggero amaro e piccante.

A questi tratti si aggiungono sensazioni che cambiano con il momento della raccolta e con la varietà prevalente: foglia di olivo, erba appena tagliata, cardo, carciofo, cicoria, pomodoro, frutti di bosco.

Il disciplinare fissa un'acidità massima di 0,35 grammi per 100 grammi, un valore molto basso. L'olio si vende in contenitori fino a tre litri; l'etichetta riporta l'anno di produzione delle olive e la dicitura Terra d'Otranto, e un contrassegno con codice univoco garantisce la tracciabilità.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Terra d'Otranto DOP

In cucina

Il gusto intensamente aromatico rende il Terra d'Otranto ideale per condire i primi piatti di pasta di grano duro, le verdure lessate e i legumi. È ottimo anche sui secondi, sia di carne sia di pesce.

Come ogni extravergine teme luce e calore: va conservato in un luogo fresco, fra 14 e 18 gradi, lontano da prodotti dall'odore intenso. Per apprezzarne tutti i profumi conviene consumarlo entro quattro-sei mesi dalla spremitura, quando le note di erba, carciofo e pomodoro sono più nitide.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Terra d'Otranto DOP

Dove assaggiarlo

La Terra d'Otranto coincide in gran parte con il Salento: tutta la provincia di Lecce rientra nella denominazione, insieme a una parte dei territori di Taranto e Brindisi. Lecce è il punto di partenza naturale per conoscere il paesaggio di oliveti che circonda la città e si estende fino ai due mari.

Nardò dà il nome alla Cellina, una delle varietà principali della denominazione, e ricorda quanto l'olio sia legato ai luoghi. La raccolta, che il disciplinare chiude entro metà novembre, fa dell'autunno la stagione in cui l'olio nuovo della Terra d'Otranto viene prodotto.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Terra d'Otranto DOP

Tutela

Quando

  • Le fonti consultate non indicano mesi.

Dove

Puglia

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