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APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI

Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino

DOP · Frutta, verdura e legumi · Campania

In breve

Storia e origine

Una tradizione racconta che il primo seme di pomodoro arrivò nel Regno di Napoli intorno al 1770, dono del Regno del Perù, e che fu piantato proprio nella zona dell'odierno comune di San Marzano sul Sarno. Da lì, attraverso una lunga selezione, sarebbe nato l'ecotipo che porta questo nome. Altre fonti fissano invece al 1902 la prima prova certa della sua presenza fra Nocera, San Marzano e Sarno.

Il grande successo arrivò all'inizio del Novecento, con le prime industrie di conservazione che trasformavano il pomodoro in pelato da salsa. Era il profumo delle domeniche e delle feste, il sugo rosso sulla pasta di Gragnano e di Torre Annunziata, e per il valore che dava agli agricoltori della piana fu chiamato oro rosso.

Negli anni Ottanta la coltura si ridusse drasticamente, per problemi sanitari e per i costi di una tecnica tutta manuale. Il recupero delle linee genetiche pure, avviato dalla Regione Campania e consolidato dal Consorzio di tutela, l'ha salvata. La DOP è stata riconosciuta dall'Unione europea nel 1996.

Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP · Qualigeo — Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP · eAmbrosia — Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino (PDO-IT-1524)

Zona e metodo di produzione

La zona di produzione e trasformazione unisce l'Agro Sarnese-Nocerino in provincia di Salerno, con comuni come San Marzano sul Sarno, Sarno, Scafati, Angri, Pagani e le due Nocera, l'area acerrano-nolana e quella pompeiana-stabiese in provincia di Napoli, da Acerra e Nola a Pompei, Gragnano e Castellammare di Stabia, e Montoro in provincia di Avellino. È la pianura del Sarno, coperta da materiali vulcanici, con suoli profondi e soffici, ricchi di fosforo e potassio, e un clima mitigato dal mare.

Il disciplinare ammette gli ecotipi San Marzano 2 e Kiros o loro linee migliorate. Il trapianto si fa fra la prima metà di aprile e la metà di maggio; le piante crescono solo in verticale, legate a tutori e fili orizzontali, ed è vietata ogni forzatura della maturazione.

La raccolta è esclusivamente manuale e scalare, in più passaggi, fra il 30 luglio e il 30 settembre. In stabilimento i frutti si puliscono, si selezionano e si pelano, e il pomodoro si confeziona intero o a filetti nel suo liquido di governo.

Fonti: Consorzio del Pomodoro San Marzano DOP: area di produzione · Consorzio del Pomodoro San Marzano DOP: coltivazione · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP · Qualigeo — Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP

Come si riconosce

La DOP riguarda solo il pomodoro pelato, intero o a filetti. Il frutto è allungato, cilindrico tendente al piramidale o a parallelepipedo, lungo da 60 a 80 millimetri, con solchi longitudinali paralleli e una piccola fossetta all'estremità. Il colore è rosso vivo e intenso, con sfumature gialle vicino al picciolo.

La polpa è soda e quasi priva di semi e di fibre, la buccia sottile e facile da pelare. Il sapore è tipicamente agrodolce, e la consistenza resta intatta durante tutta la lavorazione: è proprio questo a renderlo adatto al pelato.

In barattolo, il disciplinare consente l'aggiunta di sale, foglie di basilico e succo di pomodoro, purché anch'esso di San Marzano. Ogni confezione porta un'etichetta con provenienza, produttore, varietà e marchio DOP, numerata dal Consorzio: è il modo più sicuro per riconoscerlo sullo scaffale.

Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP · Consorzio del Pomodoro San Marzano DOP · Qualigeo — Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP

In cucina

Il San Marzano è nato per il sugo. Il suo nome è legato alla salsa delle domeniche e delle feste napoletane, quella che copriva la pasta di Gragnano e di Torre Annunziata, e la sua forma soda e povera di semi è ciò che le prime industrie cercavano per il pelato da salsa.

Conosciuto in tutto il mondo, si presta a moltissimi piatti della tradizione locale e nazionale: primi, ma anche secondi di carne e di pesce, a cui porta il suo sapore agrodolce.

Una volta aperto, il barattolo va conservato in frigorifero, trasferendo i pomodori con il loro liquido in un recipiente di vetro, possibilmente chiuso. Il successo internazionale della dieta mediterranea ha portato questo pelato sulle tavole di Europa, America e altri continenti, ma il suo legame resta con la cucina di casa della piana del Sarno.

Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP · Qualigeo — Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP

Dove assaggiarlo

La terra del San Marzano è la pianura del Sarno, fra le province di Salerno e Napoli: San Marzano sul Sarno, che gli dà il nome, Sarno, Nocera Inferiore e Nocera Superiore, Pagani, Angri e Scafati, e poi verso il mare Pompei, Castellammare di Stabia e Gragnano.

D'estate, fra fine luglio e fine settembre, i campi a spalliera con le piante legate ai tutori segnano il paesaggio della piana, e la raccolta a mano si svolge in più passaggi. Il prodotto DOP però si trova tutto l'anno, in barattolo, con l'etichetta numerata del Consorzio.

Una visita agli scavi di Pompei o un giro fra Castellammare e Gragnano, la città della pasta, attraversa proprio questi luoghi: è un modo per vedere da vicino il paesaggio agricolo da cui nasce un pomodoro conosciuto in tutto il mondo.

Fonti: Consorzio del Pomodoro San Marzano DOP: area di produzione · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP

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