APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Pomodorino del Piennolo del Vesuvio
DOP · Frutta, verdura e legumi · Campania
In breve
- Sono ecotipi locali di pomodorino coltivati in 18 comuni della provincia di Napoli, per lo più nel Parco nazionale del Vesuvio. (Qualigeo — Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP)
- Si raccoglie da fine giugno alla seconda settimana di agosto. (Qualigeo — Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP)
- I grappoli si intrecciano a mano in un unico grande grappolo, il piennolo, che appeso in luogo asciutto conserva i frutti per 7-8 mesi. (Qualigeo — Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP)
- Ha buccia spessa, polpa soda e poca acqua, e termina con una punta detta pizzo. (Qualigeo — Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP)
Storia e origine
Il pomodorino del piennolo è uno dei prodotti più antichi dell'agricoltura campana, tanto da comparire perfino fra le figure del presepe napoletano. Sotto un unico nome raccoglie vecchie varietà e biotipi locali selezionati nei decenni dagli stessi contadini delle pendici del Vesuvio, con nomi popolari come Fiaschella, Lampadina, Patanara, Principe Borghese e Re Umberto.
Le testimonianze scritte sono numerose. Nel 1858 Bruni, nel suo trattato sugli ortaggi coltivati intorno a Napoli, descrive pomodori a ciliegia molto saporiti che, legati e appesi in soffitta, restano ottimi fino alla primavera. Alla fine dell'Ottocento e nei primi decenni del Novecento i professori della Scuola superiore di agricoltura di Portici ne descrivono la coltivazione e la conservazione, e già allora intorno a questo pomodorino si era formata un'intera economia, dalle piantine alla vendita del prodotto conservato.
La Denominazione di origine protetta è stata riconosciuta dall'Unione europea nel 2009.
Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP · Qualigeo — Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP · eAmbrosia — Pomodorino del Piennolo del Vesuvio (PDO-IT-0576)
Zona e metodo di produzione
La zona del disciplinare coincide con il complesso vulcanico del Somma-Vesuvio, dalle pendici fin quasi al mare: comprende l'intero territorio di diciassette comuni della provincia di Napoli, fra cui Boscoreale, Ercolano, Ottaviano, Portici, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre del Greco e Trecase, più una parte del comune di Nola. Molti di questi territori sono nel Parco nazionale del Vesuvio.
Si coltiva solo in campo aperto, su suoli vulcanici di materiale piroclastico, con poca acqua d'irrigazione. Le piante crescono in verticale fino a circa 80 centimetri, sorrette da paletti che tengono i frutti lontani dal terreno. La raccolta va dalla fine di giugno alla seconda settimana di agosto, recidendo i grappoli interi quando almeno il 70% delle bacche è rosso.
Poi viene il piennolo: i grappoli, le schiocche, si intrecciano a mano su un filo di fibra vegetale legato a cerchio fino a formare un unico grande grappolo, che si appende in locali asciutti e ventilati e conserva i frutti per sette-otto mesi.
Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP · Qualigeo — Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP
Come si riconosce
Fresco, il pomodorino è ovale o leggermente a forma di prugna, con l'apice appuntito, il cosiddetto pizzo, e spesso qualche costolatura vicino al picciolo. La buccia è spessa e rosso vermiglio, la polpa soda e compatta, povera d'acqua, quasi croccante al morso. Ogni bacca non supera i 25 grammi e il sapore è vivace, intenso, dolce-acidulo.
Conservato al piennolo, perde turgore ma guadagna carattere: la buccia diventa rosso scuro, la polpa resta consistente e rosso intenso, e compare un retrogusto leggermente amaro. Un piennolo, a fine conservazione, pesa fra uno e cinque chili.
La vivacità acidula è il segno distintivo del pomodorino vesuviano. Deriva dalla ricchezza di acidi organici e zuccheri, legata sia alla genetica sia ai suoli vulcanici e alle forti escursioni fra giorno e notte. In commercio si trova fresco, al piennolo e conservato in bacche o grappoli; la tradizione ha anche una conserva in vetro detta a pacchetelle.
Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP · Qualigeo — Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP
In cucina
Il piennolo è un ingrediente fondamentale della cucina napoletana e campana. Il suo posto d'onore è con il mare: negli spaghetti alle vongole e con gli altri frutti di mare, ma anche nei piatti di pesce e crostacei, dove la sua acidità vivace dà personalità al sugo.
I napoletani apprezzano soprattutto il pomodorino conservato al piennolo per preparare sughi intensi durante l'inverno, quando le bacche, appese da mesi, hanno concentrato il loro sapore. Grazie a questa conservazione naturale si può consumare il prodotto al naturale fino alla primavera successiva al raccolto.
È protagonista anche della pizza, a cui dà carattere, e i cuochi della zona lo usano in molte altre preparazioni. La conserva a pacchetelle, prevista dal disciplinare, mette in vetro i pomodorini secondo un'antica ricetta di famiglia e li rende pronti per la cucina di tutto l'anno.
Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP · Qualigeo — Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP
Dove assaggiarlo
Il territorio del piennolo è l'anello di paesi intorno al Vesuvio, in gran parte nel Parco nazionale: da Ercolano e Torre del Greco sul versante del mare a Ottaviano, Terzigno e Somma Vesuviana verso l'interno. Qui le coltivazioni sono piccole e frammentate, sparse lungo le pendici del vulcano.
Il mercato è lungo: il pomodorino fresco si vende appena raccolto sui mercati locali dall'estate, mentre i piennoli conservati accompagnano tutto l'inverno, fino alla primavera. La gran parte della produzione si consuma proprio sul mercato locale.
Una visita al Parco nazionale del Vesuvio o agli scavi di Ercolano attraversa le stesse terre: d'estate si vedono i campi e la raccolta, d'autunno e d'inverno i grappoli appesi, segno di una tradizione contadina che continua.
Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP · Qualigeo — Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP
Tutela
- Denominazione di origine protetta (DOP) — PDO-IT-0576 (eAmbrosia — Pomodorino del Piennolo del Vesuvio (PDO-IT-0576))
Quando
- Raccolta: giugno–agosto (Qualigeo — Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP)
- Estate
Dove
Da leggere
Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP
Ecotipi antichi delle pendici del Somma-Vesuvio, raccolti a mano e intrecciati in grandi grappoli appesi: regole della DOP, storia, la conserva a pacchetelle e gli usi in cucina.
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