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APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI

Mischiglio

PAT · Presidio Slow Food · Frutta, verdura e legumi · Basilicata

In breve

Storia e origine

Il mischiglio nasce nella parte lucana del Parco del Pollino, nella valle del Serrapotamo, fra i fiumi Sinni e Serrapotamo. Qui si trovano Chiaromonte, aggrappato a uno sperone di roccia che domina la valle, Teana, Fardella e Calvera. La zona è così fertile da essere stata chiamata «piccola Mesopotamia», ma non è particolarmente adatta ai cereali.

Nei secoli passati i contadini coltivavano il frumento soprattutto per pagare le tasse: dalla metà del Settecento il Regno borbonico riscuoteva le gabelle in grano, e quel che restava non bastava alle famiglie. Per questo la farina di grano si mescolava con quelle di avena, orzo, ceci e fave, ottenendo una miscela, il mischiglio appunto.

Con questa farina si preparava una versione particolare dei rascatielli, la pasta dei poveri. Oggi la farina di mischiglio è iscritta fra i prodotti agroalimentari tradizionali della Basilicata ed è un Presidio Slow Food.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Mischiglio · Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026)

Zona e metodo di produzione

Oggi il mischiglio si ottiene miscelando farina di grano tenero dell'antica varietà Carosella o di grano duro Senatore Cappelli con avena, orzo, ceci e fave in proporzioni variabili. L'area del Presidio comprende Calvera, Chiaromonte, Teana e Fardella e i comuni confinanti, in provincia di Potenza, dentro il Parco Nazionale del Pollino.

Il Presidio segue la filiera dal campo alla tavola. Cereali e legumi si coltivano secondo principi agroecologici, e alcuni appartengono a varietà locali antiche, come il grano Carosella o il cece di Latronico. Il lavoro continua nei mulini, che macinano insieme grani e legumi della zona, e si completa nelle cucine lucane.

La comunità del Presidio riunisce agricoltori, mulini e pastifici, impegnati a conservare questa farina e a farla conoscere anche fuori dalla Basilicata.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Mischiglio

Come si riconosce

Non esiste un solo mischiglio: ognuno dei quattro paesi in cui la tradizione si è conservata ha la sua ricetta. A Teana e Fardella la farina è per metà di grano Carosella e per metà di fave. A Chiaromonte e Calvera si usa invece un terzo di grano duro Senatore Cappelli, un terzo di grano tenero Carosella e un terzo di legumi e orzo, con l'aggiunta di avena quando serve.

Ogni miscela unisce cereali e legumi, spesso di varietà locali antiche come il grano Carosella o il cece di Latronico, e porta l'impronta di un'economia contadina in cui nulla andava sprecato e il grano andava fatto bastare.

La farina di mischiglio è riconosciuta fra i prodotti tradizionali della Basilicata con il nome di «Farina di mischiglio».

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Mischiglio · Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026)

In cucina

Con il mischiglio si fanno soprattutto i rascatielli, o raschiatelli, un formato di pasta diffuso in tutta la Basilicata e in Calabria, che in terra lucana risale alla metà del Settecento. Si preparano ancora oggi lavorando l'impasto con i polpastrelli su una spianatoia, e hanno una forma simile alle orecchiette, ma più grande e allungata.

Il condimento tradizionale è una salsa di pomodoro, aglio e basilico molto liquida, chiamata «scind scind», a cui a volte si aggiungono scaglie di peperone crusco. Il piatto è quasi una zuppa, e si può mangiare con il cucchiaio o accompagnare con il pane.

È una cucina povera e generosa, che porta in tavola insieme cereali e legumi e conserva il sapore dei campi della valle del Serrapotamo.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Mischiglio

Dove assaggiarlo

Il mischiglio si incontra nei quattro comuni del Presidio, Chiaromonte, Teana, Fardella e Calvera, e nei paesi vicini della valle del Serrapotamo, sul versante lucano del Parco Nazionale del Pollino. Nelle cucine di questi borghi i rascatielli di mischiglio sono un piatto di casa.

La comunità del Presidio, fatta di agricoltori, mulini e pastifici della zona, lavora perché la farina e la pasta si trovino anche fuori dalla valle; il modo migliore per conoscerle resta però assaggiarle sul posto, con il loro condimento di pomodoro e peperone crusco.

Un viaggio nel Pollino lucano, fra Chiaromonte e la valle del Sinni, permette di unire paesaggi di montagna, borghi arroccati e una delle tradizioni contadine più antiche della Basilicata.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Mischiglio

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