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APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI

Melanzana Violetta di Ostuni

Presidio Slow Food · Frutta, verdura e legumi · Puglia

In breve

Storia e origine

La melanzana violetta è un'antica varietà degli orti di Ostuni, la città bianca affacciata sulla piana degli ulivi fra la Valle d'Itria e il mare. Per molti anni la sua sopravvivenza è dipesa da pochi custodi: la varietà è arrivata fino a oggi grazie ai semi conservati da un anziano agricoltore, che hanno permesso di riprenderne la coltivazione.

Da quel recupero è nato il Presidio Slow Food. Il Comune di Ostuni lo ricorda, insieme a quello della mandorla tondina ostunese, fra i risultati già raggiunti nella valorizzazione degli orti periurbani medievali della città, un lavoro che guarda anche alla nascita di una casa delle sementi e di un Parco della biodiversità orticola pugliese.

La violetta è quindi insieme un ortaggio e un pezzo di storia urbana, legata agli orti di origine medievale che circondano la città.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Melanzana Violetta di Ostuni · Comune di Ostuni — Convegno «Gli orti periurbani di Ostuni e il futuro Parco della biodiversità orticola pugliese»

Zona e metodo di produzione

La violetta si coltiva negli orti di Ostuni, gli stessi spazi coltivati alle porte del centro storico che il Comune indica come patrimonio da valorizzare per la loro storia, la loro biodiversità e il loro paesaggio.

La raccolta si fa a mano e a scalare: le piante producono a lungo e i frutti si staccano man mano che raggiungono la giusta maturazione, da metà maggio fino a ottobre. È un lavoro lento, che richiede di tornare più volte fra le file, ma permette di cogliere ogni melanzana al momento giusto.

La sua storia recente mostra quanto conti il seme: senza quello conservato da un solo agricoltore la varietà sarebbe andata perduta, e il Presidio è nato proprio per riportarla negli orti.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Melanzana Violetta di Ostuni · Comune di Ostuni — Convegno «Gli orti periurbani di Ostuni e il futuro Parco della biodiversità orticola pugliese»

Come si riconosce

La violetta si riconosce subito dalla forma allungata, quasi a pera, e dal colore della buccia, un violetto chiaro da cui prende il nome. La buccia è sottile e la polpa compatta, con pochi semi.

Il tratto che la distingue di più è il sapore: dolce e privo di quella nota amara che spesso si associa alle melanzane. Polpa soda, pochi semi e assenza di amaro sono le qualità per cui è apprezzata in cucina, dove entra in piatti fritti, al forno e alla brace.

Si trova fresca nel periodo della raccolta, fra la tarda primavera e l'autunno.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Melanzana Violetta di Ostuni · Atlante dei PAT di Puglia — Melanzane arrostite

In cucina

Il piatto che la lega alla città è la melanzanata di Sant'Oronzo, il tortino che accompagna la festa del patrono. La ricetta tradizionale prevede melanzane affettate, passate in pastella e fritte in olio extravergine, poi disposte a strati in teglia con sugo di pomodoro fresco al basilico, pecorino e, a piacere, capperi; il tutto si cuoce in forno molto caldo e si serve subito. In campagna la si cuoceva sotto un coperchio di lamiera coperto di brace.

Esistono versioni più ricche, con uova sode, mozzarella o caciocavallo, salumi o polpettine, e insieme al galletto la melanzanata compone il menu tradizionale della festa.

La violetta si presta bene anche alle melanzane arrostite della tradizione contadina pugliese: fette cotte alla brace e condite con aglio, prezzemolo, menta, basilico, olio e qualche goccia di aceto.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Melanzana Violetta di Ostuni · Atlante dei PAT di Puglia — Melanzanata di Sant'Oronzo · Atlante dei PAT di Puglia — Melanzane arrostite

Dove assaggiarlo

La violetta si cerca a Ostuni, negli orti alle porte della città e nei mesi della raccolta, da maggio a ottobre. Il momento più adatto per assaggiarla nel suo contesto è la festa di Sant'Oronzo, patrono della città, che si tiene alla fine di agosto: la melanzanata è il piatto della festa, legato in particolare al 26 agosto.

In quei giorni Ostuni vive il suo appuntamento più importante, con le celebrazioni religiose, la Cavalcata, la processione a cavallo con i cavalieri in uniforme rossa e oro che accompagna la statua del santo per le vie del centro, e i fuochi d'artificio; per tutta la festa le strade ospitano bancarelle e stand enogastronomici.

Da Ostuni è facile proseguire verso la Valle d'Itria o verso la costa, dove altri presidi del Brindisino, come il pomodoro regina di Torre Canne, raccontano la stessa cura per le varietà locali.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Melanzana Violetta di Ostuni · Comune di Ostuni — Festa di Sant'Oronzo

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