APULICA / Storie, persone e tradizioni
Petruzzelli: una storia di palcoscenico a Bari
La storia del teatro si legge anche nel rapporto fra sala e città: pubblico, artisti e lavoro scenico danno senso all’edificio.

Foto: Berthold Werner · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.
Il luogo e la sua storia
Il teatro nacque dal progetto dei fratelli Onofrio e Antonio Petruzzelli e fu inaugurato nel 1903 con Gli Ugonotti di Meyerbeer. L’incendio del 1991 interruppe la sua vita artistica; la ricostruzione restituì il teatro alla città nel 2009. Il progetto rispose anche al bisogno di una sala più ampia del Teatro Piccinni. Il disegno fu curato dall’ingegnere Angelo Cicciomessere, poi Messeni; commercianti, amministrazione e vita musicale si incontrarono nella nascita del nuovo teatro.
La sala e la macchina teatrale
Le piante pubblicate dalla Fondazione distinguono platea, ordini superiori e graticcia: il teatro comprende il luogo del pubblico e la macchina necessaria allo spettacolo.
Dall’ingresso alla sala
Per conoscere un teatro proponiamo di seguire il percorso del pubblico prima di guardare il palcoscenico. Ingresso, foyer e sala scandiscono un avvicinamento: ci si incontra, si cambia ritmo, si trova il proprio posto. Una volta seduti, l’attenzione può passare dal dettaglio decorativo alla relazione fra spettatore e scena. È un modo per leggere l’architettura attraverso un gesto concreto. Le piante aiutano a confrontare la posizione della platea con gli ordini superiori; la domanda non è soltanto dove si vede meglio, ma come cambia l’esperienza quando varia il punto di osservazione.
Scegliere lo spettacolo per il suo contenuto
Per una serata partirei da ciò che si desidera ascoltare: una voce, un’orchestra, una storia cantata o una forma di danza. Poi si incontra il programma reale del periodo. Un breve ascolto prima della partenza può rendere più leggibile la serata; una pausa dopo lascia spazio al confronto su suono, scena e ritmo. Il teatro diventa così una parte del viaggio a Bari con un contenuto proprio. È diverso da entrare soltanto per fotografare la sala: l’architettura resta importante, ma si comprende anche attraverso ciò che accade davanti al pubblico.
Una giornata barese con un cambio di ritmo
Immaginiamo una passeggiata urbana e una serata di spettacolo come due tempi distinti. Di giorno si osservano strade, facciate e luoghi della vita collettiva; la sera si entra in un’esperienza concentrata. Il pranzo o la cena vanno collocati lasciando spazio a quel passaggio, senza comprimere ogni tappa. Per questo tema il calendario artistico conta più di una stagione turistica generica: la ragione per venire può essere un titolo preciso. Quando si preferisce l’architettura, invece, il filo può unire il Petruzzelli al Teatro Margherita e ad altri modi in cui Bari ha dato forma allo spettacolo.
Il filo del viaggio
Il Petruzzelli aggiunge alla Bari dei vicoli una storia urbana diversa. Considera il teatro parte della lettura della città, scegliendo un eventuale spettacolo per ciò che propone, non soltanto per la sala.
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