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APULICA / VINI

Taurasi

DOCG · Vini · Campania

In breve

Storia e origine

Il Taurasi nasce dall'Aglianico, un vitigno antichissimo, probabilmente originario della Grecia e arrivato in Italia fra il VII e il VI secolo a.C. Il vino prende il nome dalla cittadina di Taurasi, che i Romani chiamavano Taurasia. Si racconta che, dopo la battaglia di Filippi, il territorio fu assegnato ai veterani romani, che accanto alla vite greca piantarono quella portata dalla Macedonia: da allora storia e leggenda si intrecciano.

Nell'Ottocento, fra le colline del Sabato e del Calore, fu costruita quella che oggi si chiama la ferrovia del vino, e la stazione di Taurasi era fra le più importanti. La Regia Scuola di viticoltura ed enologia di Avellino studiò a fondo questo vino e contribuì a fare della zona uno dei centri vitivinicoli più importanti d'Italia per produzione ed esportazioni.

Il Taurasi fu riconosciuto DOC nel 1970 e DOCG nel 1993, la prima denominazione di origine controllata e garantita dell'Italia meridionale.

Fonti: Consorzio Tutela Vini d'Irpinia: il vitigno Aglianico · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Taurasi DOCG · eAmbrosia — Taurasi (PDO-IT-A0237)

Zona e metodo di produzione

La zona della DOCG comprende diciassette comuni della provincia di Avellino intorno a Taurasi: fra gli altri Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montemarano, Montemiletto, Paternopoli e Venticano. È un paesaggio di colline, soprattutto fra 300 e 700 metri, con inverni rigidi, spesso nevosi, estati miti e forti escursioni fra giorno e notte.

Il vino nasce da Aglianico per almeno l'85%, con un saldo possibile di altre uve rosse non aromatiche della zona. L'Aglianico matura tardi: la vendemmia cade fra la seconda metà di ottobre e la prima metà di novembre. L'uva ha molti tannini e richiede cura nella macerazione e nella scelta dei legni per l'affinamento.

Il disciplinare impone almeno tre anni di invecchiamento, di cui uno in botte; la Riserva ne richiede quattro, con almeno diciotto mesi in legno. Vinificazione e invecchiamento obbligatorio devono avvenire in provincia di Avellino.

Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Taurasi DOCG · Qualigeo — Taurasi DOP · Consorzio Tutela Vini d'Irpinia: Taurasi DOCG

Come si riconosce

Il grappolo dell'Aglianico è cilindrico o conico, compatto ma non troppo grande; l'acino è piccolo, tondo o appena ovale, blu violaceo e coperto di pruina, dolce e leggermente aspro.

Nel bicchiere il Taurasi è rosso rubino intenso, che con gli anni tende al granato fino a prendere riflessi aranciati. Al naso porta susina nera, mirtillo, frutta rossa matura, erbe aromatiche, spezie, liquirizia, tabacco e cuoio; al palato è asciutto, pieno, caldo, con tannino vivace, acidità marcata, una lieve sapidità e una lunga persistenza. Il titolo alcolometrico minimo è del 12%.

È un vino da lungo affinamento: il Consorzio indica che un buon Taurasi può evolvere per 15-20 anni e oltre, sviluppando note di cuoio, tabacco, funghi e sottobosco, e che la Riserva spesso dà il meglio dopo dieci anni dalla vendemmia.

Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Taurasi DOCG · Qualigeo — Taurasi DOP · Consorzio Tutela Vini d'Irpinia: Taurasi DOCG · Consorzio Tutela Vini d'Irpinia: il vitigno Aglianico

In cucina

Il Taurasi si serve fra 16 e 18 gradi e chiede piatti di carattere. La scheda regionale indica i primi con sugo di carne, la selvaggina da piuma in casseruola, le carni rosse arrosto e i formaggi a pasta dura stagionati.

Il Consorzio aggiunge le carni alla brace, il cinghiale, la lepre, i brasati, gli arrosti di maiale, l'agnello e il capretto, e fra i formaggi quelli di lunga stagionatura come il caciocavallo podolico e i provoloni importanti.

Con l'invecchiamento il vino si apre anche alla cucina con il tartufo e ai piatti speziati della tradizione irpina. Fra le curiosità, il Consorzio suggerisce perfino di sperimentarlo con il cioccolato, segno di un vino capace di reggere sapori forti e persistenti.

Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Taurasi DOCG · Consorzio Tutela Vini d'Irpinia: Taurasi DOCG

Dove assaggiarlo

Il luogo da cui partire è Taurasi, borgo della Valle del Calore a circa 400 metri di quota, attraversato dal fiume. Qui il Castello Marchionale, di probabile impianto longobardo, la Collegiata di San Marciano e il museo archeologico raccontano una storia molto antica, e il paese fa parte dell'associazione nazionale delle Città del Vino.

Ogni anno ad agosto Taurasi ospita la Fiera Enologica, una rassegna di rilievo nazionale che richiama migliaia di persone. L'autunno, con la vendemmia tardiva dell'Aglianico fra ottobre e novembre, è l'altro momento giusto per visitare le colline.

Intorno, i comuni della DOCG come Lapio, Mirabella Eclano, Montemarano, Paternopoli e Castelfranci completano un itinerario fra vigne e borghi dell'Irpinia.

Fonti: Sistema Irpinia, Provincia di Avellino: Taurasi · Consorzio Tutela Vini d'Irpinia: Taurasi DOCG

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Taurasi DOCG

Il grande rosso irpino: vitigno, storia e territorio, regole della DOCG, il Castello Marchionale con l'Enoteca regionale, il borgo e il calendario delle feste.

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