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APULICA / VINI

Greco di Tufo

DOCG · Vini · Campania

In breve

Storia e origine

La storia del Greco comincia con il mare. Quando, nell'VIII secolo a.C., i Greci sbarcarono sulle coste intorno a Napoli, portarono con sé le barbatelle delle loro viti. Questo vitigno bianco trovò un ambiente favorevole sui terreni vulcanici della costa e da lì fu portato nell'entroterra, sulle colline dell'odierna Tufo, dove i suoli calcareo-argillosi, ricchissimi di zolfo e di altri minerali, gli diedero il suo massimo sviluppo.

Con l'Impero romano la produzione del Greco divenne una vera attività economica, e da allora è sempre rimasta una presenza costante nella vita del territorio. Nell'Ottocento arrivò la prima ferrovia d'Irpinia, chiamata la ferrovia del vino perché collegava i centri vinicoli delle colline del Sabato e del Calore ai mercati italiani ed europei: Tufo ebbe due fermate, una in paese e una alla vicina Prata di Principato Ultra.

Il Greco di Tufo è stato riconosciuto DOC nel 1970 e DOCG nel 2003.

Fonti: Consorzio Tutela Vini d'Irpinia: il vitigno Greco · Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Greco di Tufo DOCG · eAmbrosia — Greco di Tufo (PDO-IT-A0236)

Zona e metodo di produzione

La zona della DOCG comprende otto comuni della provincia di Avellino raccolti intorno a Tufo: Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni. È un territorio di colline fra circa 160 e 700 metri, in parte nel Parco regionale del Partenio, con la valle del Sabato sul fondo. I suoli, su marne e depositi vulcanici, portano il segno delle antiche miniere di zolfo di Tufo.

Il vino nasce da uve Greco per almeno l'85%, con un saldo possibile di Coda di Volpe bianca. La vendemmia cade di solito fra la prima e la terza decade di ottobre. L'acino è ricco di sostanze fenoliche e ha un'acidità elevata; la buccia delicata cede facilmente i suoi componenti al mosto, e la vinificazione avviene in acciaio per preservare struttura e profumi.

Oltre al bianco, che con almeno 12 mesi di invecchiamento può fregiarsi della menzione Riserva, esiste lo spumante, prodotto con rifermentazione in bottiglia: almeno 18 mesi sui lieviti, 36 per la Riserva.

Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Greco di Tufo DOCG · Consorzio tutela vini d'Irpinia — Greco di Tufo DOCG · Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Greco di Tufo DOP

Come si riconosce

Il grappolo del Greco è medio o piccolo, cilindrico o conico, spesso con un'ala così pronunciata da sembrare un grappolo doppio; gli acini, quasi sferici, hanno una buccia pruinosa grigio-gialla che al sole diventa ambrata.

Nel bicchiere il vino è giallo paglierino più o meno intenso, a volte dorato. Al naso porta frutta a polpa bianca e gialla come pesca, melone e albicocca, mela, agrumi, mandorla ed erbe aromatiche, con una marcata nota minerale; al palato è secco, fresco, sapido, con un finale lungo di mandorla e agrumi. La mineralità, che il Consorzio lega ai suoli zolfiferi di Tufo, è la sua firma.

Lo spumante ha spuma fine e persistente e un delicato sentore di lievito, nelle versioni dall'extra brut all'extra dry. Il Greco di Tufo è un bianco longevo: la versione base evolve bene per 5-10 anni, la Riserva oltre i 10-12, con sentori di miele, frutta secca e idrocarburi.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Greco di Tufo DOP · Consorzio tutela vini d'Irpinia — Greco di Tufo DOCG · Consorzio Tutela Vini d'Irpinia: il vitigno Greco · Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Greco di Tufo DOCG

In cucina

Il Greco di Tufo è un vino da pesce e crostacei, da servire fra 8 e 10 gradi. La sua sapidità e la sua struttura lo rendono adatto ai piatti di mare più corposi: zuppa di pesce, risotto ai frutti di mare, pesce al sale, preparazioni in guazzetto, alla griglia o gratinate.

Il Consorzio lo consiglia anche con il baccalà, persino al pomodoro, con i formaggi freschi e di capra e con i primi piatti della tradizione irpina. La Riserva, più matura e ricca di personalità, si spinge fino agli abbinamenti con la carne.

Lo spumante è indicato come aperitivo e con gli antipasti freddi, e trova il suo accostamento ideale con i crudi, di mare come di terra.

Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Greco di Tufo DOCG · Consorzio tutela vini d'Irpinia — Greco di Tufo DOCG

Dove assaggiarlo

Il cuore del Greco è il paese di Tufo, in provincia di Avellino, con le colline vitate che scendono verso la valle del Sabato. Intorno, gli altri sette comuni della DOCG formano un'area piccola e compatta: Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni.

La vendemmia d'ottobre è il momento in cui le colline mostrano di più il loro legame con il vino. La storia delle miniere di zolfo e della ferrovia del vino, con le sue due fermate a Tufo e a Prata di Principato Ultra, aggiunge un motivo in più per percorrere questa valle.

Le tre DOCG irpine, Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi, nascono tutte in provincia di Avellino: un itinerario fra i vini d'Irpinia può unirle, passando dalle colline di Tufo a quelle intorno al capoluogo e alle terre dell'Aglianico.

Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Greco di Tufo DOCG · Consorzio Tutela Vini d'Irpinia: il vitigno Greco · Consorzio tutela vini d'Irpinia — Greco di Tufo DOCG

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Greco di Tufo DOCG

Otto comuni, suoli con mineralizzazioni di zolfo, le miniere di Tufo, le regole della DOCG, il festival di settembre e gli abbinamenti di un bianco sapido e strutturato.

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