APULICA / VINI
Alberata aversana (asprinio)
Presidio Slow Food · Vini · Campania
In breve
- Nell'agro aversano, fra Napoli e Caserta, la vite è sostenuta da pioppi e sale oltre i dieci metri, formando pareti verdi tese su fili fra un albero e l'altro. (Fondazione Slow Food — Presidio Alberata aversana)
- Sulle alberate si coltiva un solo vitigno, l'asprinio, un'uva bianca dal sapore lievemente acidulo. (Fondazione Slow Food — Presidio Alberata aversana)
- La vendemmia si fa con lo scalillo, una scala lunga e leggera, e i grappoli scendono a terra in un cesto di vimini appuntito, la fescina. (Fondazione Slow Food — Presidio Alberata aversana)
- Dai circa 16.000 ettari degli anni Sessanta si è scesi a meno di duecento. (Fondazione Slow Food — Presidio Alberata aversana)
Storia e origine
L'alberata è un modo di coltivare la vite che per centinaia di anni ha disegnato il paesaggio dell'agro aversano, la pianura fra Napoli e Caserta. La tradizione di maritare le viti agli alberi, in particolare ai pioppi, risale addirittura agli Etruschi, e la disposizione dei filari segue spesso la centuriazione romana, il reticolo con cui Roma organizzava i campi.
Il sistema aveva un vantaggio pratico: la vite cresce in altezza e lascia libero il terreno sottostante per altre colture. Intorno a queste pareti verdi è nata una cultura vitivinicola tutta particolare, con regole di potatura proprie e attrezzi pensati apposta.
Negli anni Sessanta del Novecento le alberate coprivano circa 16.000 ettari; oggi ne restano meno di duecento, sparse in appezzamenti piccolissimi, spesso di un solo ettaro. La crescita della popolazione e l'urbanizzazione ne hanno causato l'abbandono. Il Presidio Slow Food è nato per salvare le alberate superstiti, mantenerle in produzione e valorizzare il vino ottenuto solo da queste viti.
Zona e metodo di produzione
La zona comprende diciannove comuni della provincia di Caserta, fra cui Aversa, Casal di Principe, Lusciano, Orta di Atella, Sant'Arpino, Teverola e Villa Literno, e tre della provincia di Napoli: Giugliano, Qualiano e Sant'Antimo. È la stessa area della DOC Aversa. I suoli sono vulcanici e ricchi di minerali, a nord dei Campi Flegrei, con rocce di tufo in cui nei secoli sono state scavate moltissime grotte per conservare il cibo e il vino.
Le viti, piante secolari, si arrampicano sui pioppi fino a superare i dieci metri e si allungano da un albero all'altro lungo fili di ferro zincato, formando veri muri di rami, foglie e grappoli.
La vendemmia si fa solo con lo scalillo, una scala a pioli lunga, stretta e leggerissima che un uomo solo trasporta tenendola appoggiata all'orecchio e fa scorrere lungo la parete. I grappoli scendono a terra nella fescina, un cesto di vimini appuntito che, calato rapidamente, si pianta nel terreno senza rovesciarsi.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Alberata aversana · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: DOC Aversa (Asprinio)
Come si riconosce
Sulle alberate si coltiva un solo vitigno, l'asprinio: un'uva bianca dal grappolo conico e allungato e dal sapore leggermente acidulo. È proprio questa acidità naturale a dare carattere al vino.
Il vino della DOC Aversa, fatto con almeno l'85% di asprinio, ha un colore giallo paglierino più o meno intenso, un profumo intenso e fruttato e un sapore fresco e secco. Esiste anche in versione spumante, da solo asprinio, apprezzato per la freschezza naturale e la spuma fine e persistente.
L'alberata si riconosce già da lontano: nella pianura le file di pioppi coperti di tralci, alte oltre dieci metri, sono il segno di un paesaggio agrario antico. Le grotte scavate nel tufo, ancora presenti nell'aversano, completano un patrimonio storico che il Presidio vuole proteggere insieme alle viti.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Alberata aversana · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: DOC Aversa (Asprinio)
In cucina
L'asprinio è un vino da mare. La scheda regionale lo indica ideale con le insalate di mare e i frutti di mare, soprattutto crudi, con le fritture di scoglio e i crostacei, ma anche con i soufflé di verdure.
Il suo abbinamento più tradizionale però resta in terra: il prosciutto e le mozzarelle di Aversa, città che dà il nome alla denominazione e che è al centro della zona delle alberate.
Lo spumante, da solo asprinio, è molto ricercato per la sua freschezza naturale e per la spuma fine e persistente: una versione elegante che porta nel bicchiere la stessa vivacità dell'uva coltivata sui pioppi.
Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura: DOC Aversa (Asprinio)
Dove assaggiarlo
Le alberate si vedono nella pianura fra Napoli e Caserta, nei comuni dell'agro aversano: Aversa, Sant'Arpino, Orta di Atella, Succivo, Lusciano, Villa Literno e gli altri paesi del Presidio, fino a Giugliano e Sant'Antimo.
Il momento più spettacolare è la vendemmia di settembre, quando i vendemmiatori salgono sugli scalilli lungo i muri di vite e calano le fescine piene di grappoli. Il vino si può cercare nelle cantine della zona che producono l'Aversa DOC, anche in versione spumante; i produttori del Presidio sono pochi e piccoli, e molti vinificano per la famiglia.
Aversa è il punto di partenza naturale per scoprire la zona, unendo il vino al prosciutto e alla mozzarella con cui la tradizione lo accompagna.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Alberata aversana · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: DOC Aversa (Asprinio)
Tutela
- Presidio Slow Food — alberata-aversana (Fondazione Slow Food — Presidio Alberata aversana)
Quando
- Raccolta: settembre (Fondazione Slow Food — Presidio Alberata aversana)
- Autunno
