APULICA / PESCI, MOLLUSCHI E CROSTACEI
Piccola pesca di Torre Guaceto
Presidio Slow Food · Pesci, molluschi e crostacei · Puglia
In breve
- Pesca artigianale nell'area marina protetta di Torre Guaceto, presso Carovigno, consentita in una sola delle tre zone. (Fondazione Slow Food — Presidio Piccola pesca di Torre Guaceto)
- I pescatori escono con barche di 4-5 metri al massimo una volta a settimana, con reti a maglie regolate per specie. (Fondazione Slow Food — Presidio Piccola pesca di Torre Guaceto)
- Le regole condivise con l'ente gestore hanno fatto crescere le taglie del pescato e tornare specie come il pesce serra. (Fondazione Slow Food — Presidio Piccola pesca di Torre Guaceto)
- Reperti archeologici attestano la pesca in quest'area già nell'età del Bronzo. (Fondazione Slow Food — Presidio Piccola pesca di Torre Guaceto)
Storia e origine
A Torre Guaceto si pesca da migliaia di anni: i reperti trovati nella riserva mostrano che la pesca era praticata qui già nell'età del Bronzo. Il Comune di Carovigno ricorda anche le fornaci romane per la cottura di vasi nei pressi della torre e le grandi ancore di piombo recuperate sul fondo della rada. Il nome, secondo la stessa fonte, viene da una radice araba che indica un corso d'acqua dolce, e la torre costiera del Cinquecento fu costruita per difendere il litorale dalle incursioni.
Oggi l'area è una riserva naturale dello Stato, con una riserva marina e una zona umida di interesse internazionale. La gestisce un consorzio formato dai comuni di Carovigno e Brindisi e dal WWF, che difende questo territorio dai primi anni Settanta.
Il Presidio Slow Food è nato per raccontare un modello di pesca artigianale condivisa. Nei primi anni le regole dell'area marina hanno messo alla prova i pescatori; con il tempo, però, l'impegno comune ha portato pesci più grandi, catture più abbondanti e risultati economici migliori.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Piccola pesca di Torre Guaceto · Comune di Carovigno — Torre Guaceto · Fondazione Slow Food — Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto
Zona e metodo di produzione
L'area marina protetta si estende su circa duemila ettari di mare, divisi in tre zone; la pesca è consentita soltanto in una, la zona C. Da circa un decennio l'ente gestore coinvolge direttamente i pescatori nelle scelte sulla pesca, e il risultato è un impatto contenuto sull'ecosistema e un buon ripopolamento della fauna marina.
Le regole sono precise. Le barche, lunghe 4-5 metri, possono pescare nella zona C una sola volta alla settimana. Per il pesce serra si usano reti di 500 metri con maglie di 36 millimetri; per le altre specie reti di 1.000 metri con maglie di 30 millimetri. È una pesca artigianale, pensata per rispettare l'ecosistema.
Secondo la scheda di Slow Food, i pescatori del Presidio, d'accordo con l'ente gestore, hanno sospeso la pesca fino alla fine del 2024 per far recuperare gli stock calati a causa della pesca illegale, e il consorzio ha attivato la videosorveglianza dell'area per sostenere i controlli delle forze dell'ordine.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Piccola pesca di Torre Guaceto
Come si riconosce
Il pescato segue le stagioni. In autunno e in inverno le reti portano sgombri, pesci serra, ricciole, palamite, barracuda, cefali, tombarelli e seppie; fra l'estate e l'autunno dentici, saraghi, orate e spigole; in primavera polpi e triglie.
Il segno distintivo di questa pesca è ciò che ha prodotto nel tempo. Gli studi condotti negli anni hanno mostrato che le taglie del pescato sono cresciute per molte specie, in particolare per la triglia e lo scorfano, e che è tornato il pesce serra, considerato ormai scomparso dalla zona. Il mare è in buona salute, e i pescatori, assistiti dai responsabili dell'area marina, ne sono i migliori custodi.
È dunque un pesce che racconta un equilibrio ritrovato: preso da poche barche, con reti regolate e pochi giorni di pesca, in un mare dove le regole condivise hanno ridato spazio alla vita.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Piccola pesca di Torre Guaceto
Dove assaggiarlo
Torre Guaceto si trova sulla costa adriatica dell'alto Salento, nel territorio di Carovigno, in provincia di Brindisi. La riserva si estende per circa 1.100 ettari, con otto chilometri di costa, e riunisce ecosistemi molto diversi: il mare, il litorale, la zona umida, la macchia mediterranea e le campagne. La torre cinquecentesca, su un piccolo promontorio fra due insenature, ospita un osservatorio che vigila sulla zona umida e sulla riserva marina.
Attorno alla riserva l'ente gestore ha rilanciato l'agricoltura tipica, dagli ulivi millenari al pomodoro fiaschetto, anch'esso Presidio Slow Food, e ha dato vita a una comunità del cibo che riunisce allevatori, casari, pescatori e contadini attivi nell'area protetta.
Carovigno, l'antica Carbina messapica, conserva il borgo medievale e la cinta muraria. Prima di un viaggio è utile verificare se la pesca del Presidio è ripresa, perché durante il fermo il suo pesce non arriva sul mercato.
Fonti: Comune di Carovigno — Torre Guaceto · Fondazione Slow Food — Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto · Comune di Carovigno — Borgo medioevale e cinta muraria · Fondazione Slow Food — Presidio Piccola pesca di Torre Guaceto
Tutela
- Presidio Slow Food — piccola-pesca-di-torre-guaceto (Fondazione Slow Food — Presidio Piccola pesca di Torre Guaceto)
Quando
- Le fonti consultate non indicano mesi.
