APULICA / PESCI, MOLLUSCHI E CROSTACEI
Cozza del golfo di Napoli e del litorale flegreo
PAT · Pesci, molluschi e crostacei · Campania
In breve
- Si alleva su impianti long-line, in specchi d'acqua dati in concessione fra il golfo di Pozzuoli, il golfo di Napoli e la costa che va da Ercolano a Castellammare di Stabia. (Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Prodotti tradizionali: Cozza del Golfo di Napoli e del Litorale Flegreo)
- Ha valve simmetriche, ovali e allungate, di colore nero tendente al viola; la polpa è di un giallo intenso nelle femmine e biancastra nei maschi. (Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Prodotti tradizionali: Cozza del Golfo di Napoli e del Litorale Flegreo)
- Si raccoglie in primavera e in estate, e ogni fase dell'allevamento si svolge a mano. (Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Prodotti tradizionali: Cozza del Golfo di Napoli e del Litorale Flegreo)
- Secondo la scheda regionale, nel lago Fusaro Ferdinando IV volle un impianto per allevare mitili e ostriche. (Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Prodotti tradizionali: Cozza del Golfo di Napoli e del Litorale Flegreo)
Storia e origine
Allevare cozze è da sempre una delle risorse principali dei paesi affacciati sul mare fra Napoli e il Vesuvio. La scheda regionale dei prodotti tradizionali riporta un'ipotesi degli studiosi: già prima che i Greci fondassero Cuma, gli Oschi, chiamati anche Opici e originari di questa zona della Campania, avrebbero usato le acque del lago Fusaro per coltivare mitili da mangiare.
Cuma, ricorda il portale nazionale del turismo, fu la prima colonia greca della Magna Grecia; più tardi i Romani fecero dei Campi Flegrei la loro area termale preferita, con le ville patrizie di Baia.
Per l'età medievale la scheda segnala allevamenti di mitili al tempo di Carlo d'Angiò, e considera certo che Ferdinando IV abbia fatto impiantare nel Fusaro un allevamento di mitili e di ostriche. Dopo il colera del 1973 il modo di allevare è rimasto lo stesso: sono cambiati solo alcuni dei materiali usati.
Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Prodotti tradizionali: Cozza del Golfo di Napoli e del Litorale Flegreo · Italia.it — Campi Flegrei · Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026)
Zona e metodo di produzione
Le cozze crescono in specchi d'acqua marina o salmastra dati in concessione, dove la qualità microbiologica e chimico-fisica dell'acqua lo permette. Le zone sono tre: il golfo di Pozzuoli, con Baia, Bacoli e Capo Miseno; il golfo di Napoli, attorno a Nisida e a Castel dell'Ovo; e la costa da Ercolano fino a Castellammare di Stabia.
Il seme si raccoglie sugli stessi impianti oppure su banchi naturali. Le piccole cozze vengono insaccate più volte in reti di plastica e appese in lunghe file, le reste, legate a una trave principale chiamata strallo e sostenute da pali di solito in legno. Tutto il lavoro si fa a mano.
Dopo la raccolta le cozze vengono sgranate, pulite e portate ai centri di spedizione, oppure, se serve, a quelli di depurazione. Qui si controllano i parametri previsti dalla legge, si confezionano in retine etichettate e partono verso i mercati su mezzi refrigerati.
Come si riconosce
È un mitilo con le due valve uguali, di forma ovale allungata e di colore nero con riflessi violacei. Dentro, il frutto è ricco e cambia colore con il sesso: giallo intenso nelle femmine, quasi bianco nei maschi.
Al palato la scheda regionale la descrive sapida, con un gusto dolce e una leggera nota amara in chiusura. Proprio questo carattere, spiega la stessa scheda, la rende presenza fissa nei mercati ittici della Campania e una richiesta abituale nei ristoranti.
La stagione di raccolta è la primavera e l'estate. In vendita arriva nelle classiche retine con l'etichetta del centro di depurazione o di spedizione, che garantisce i controlli fisici e microbiologici richiesti per i molluschi.
Dove assaggiarlo
I luoghi di questa cozza sono quelli dove si allevano: Baia, Bacoli e Capo Miseno nel golfo di Pozzuoli, Nisida e il Castel dell'Ovo nel golfo di Napoli, e poi la costa vesuviana da Ercolano a Castellammare di Stabia. Secondo la scheda regionale la si trova nei mercati del pesce della Campania e nei ristoranti.
Il litorale flegreo è anche una meta di viaggio. I Campi Flegrei, fra Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e le isole di Ischia, Procida e Vivara, sono un'antica caldera vulcanica con piccoli crateri e solfatare. A Cuma si visitano l'Acropoli e l'Antro della Sibilla, mentre il lago d'Averno è il luogo da cui Virgilio fa scendere Enea agli inferi.
L'antica Baia, la località termale amata dai Romani, oggi è sott'acqua a causa del bradisismo e fa parte di un'area marina protetta: per questo la chiamano anche la Pompei sommersa.
Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura — Prodotti tradizionali: Cozza del Golfo di Napoli e del Litorale Flegreo · Italia.it — Campi Flegrei
Tutela
- Prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) — Campania, n. 585, XXVI revisione (Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026))
Quando
- Le fonti consultate non indicano mesi.
