APULICA / PASTE FRESCHE, PANETTERIA E PASTICCERIA
Piparelle di Villa San Giovanni
Presidio Slow Food · PAT · Paste fresche, panetteria e pasticceria · Calabria
In breve
- Biscotti secchi alle mandorle prodotti da oltre un secolo a Villa San Giovanni, sullo Stretto di Messina. (Fondazione Slow Food — Presidio Piparelle di Villa San Giovanni)
- L'impasto ha mandorle, zucchero, miele, cannella, chiodi di garofano e olio essenziale d'arancio. (Fondazione Slow Food — Presidio Piparelle di Villa San Giovanni)
- Il filone cotto si taglia a mano in fette di quattro millimetri, poi si asciuga di nuovo in forno per molte ore. (Fondazione Slow Food — Presidio Piparelle di Villa San Giovanni)
- Le piparelle sono iscritte fra i prodotti tradizionali della Calabria. (Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026))
Storia e origine
Le piparelle sono biscottini secchi e profumati che si fanno da oltre un secolo a Villa San Giovanni, la cittadina della Costa Viola affacciata sullo Stretto di Messina. Il nome, secondo un'ipotesi riportata da Slow Food, verrebbe dal modo in cui un tempo si cuocevano: in stufe a legna che fumavano come pipe.
La produzione cominciò all'inizio del Novecento per iniziativa di due fratelli pasticceri del posto, e negli anni successivi altri maestri dolciari della città presero a produrle con regolarità, fino a farne una tradizione che caratterizza ancora oggi la comunità locale.
Hanno parenti sull'altra sponda dello Stretto, i dolci messinesi con lo stesso nome, ma se ne distinguono per il taglio sottile, la maggiore quantità di mandorle, un uso più parco delle spezie e l'assenza di alcune di esse, come il pepe. Le piparelle sono un Presidio Slow Food e sono iscritte fra i prodotti tradizionali della Calabria.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Piparelle di Villa San Giovanni · Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026)
Zona e metodo di produzione
L'area di produzione è il comune di Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria. Gli ingredienti sono semplici: si impastano mandorle, zucchero e miele millefiori o di arancio, poi si aggiungono cannella e chiodi di garofano, si profuma con olio essenziale d'arancio e infine si unisce la farina di frumento.
Con l'impasto si forma un filoncino di circa mezzo chilo, che cuoce a 180 gradi per 35-40 minuti. Il giorno dopo arriva il passaggio più difficile: il filone si taglia a mano, con un coltello, in fettine di quattro millimetri, e serve grande abilità perché restino uniformi e non si spezzino sui pezzi di mandorla. Le fette tornano poi in forno a 65 gradi per 10-12 ore.
Il disciplinare del Presidio fissa l'origine delle materie prime: farina di grano calabrese o nazionale, miele di apicoltori della provincia di Reggio Calabria, mandorle di Calabria, Sicilia o Puglia, olio essenziale di arancia calabrese.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Piparelle di Villa San Giovanni
Come si riconosce
Le piparelle si riconoscono anzitutto dallo spessore: fettine sottili, di circa quattro millimetri, tagliate a mano, in cui si vedono le sezioni delle mandorle. La lunga seconda cottura a bassa temperatura le rende secche, e il profumo viene dal miele, dalla cannella, dai chiodi di garofano e dall'olio essenziale d'arancio.
Rispetto alle omonime messinesi, sono più ricche di mandorle e più misurate nelle spezie, senza pepe. È proprio la manualità del taglio a distinguerle: il Presidio nasce anche per evitare l'industrializzazione del processo, che farebbe perdere le caratteristiche artigianali e tradizionali del biscotto, e per arrivare in prospettiva a usare solo ingredienti regionali.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Piparelle di Villa San Giovanni
Dove assaggiarlo
Le piparelle si comprano e si assaggiano a Villa San Giovanni, dove le preparano i pasticceri della comunità del Presidio. La cittadina guarda lo Stretto da vicino: il suo porto, Punta Pezzo, è il principale terminal dei traghetti per la Sicilia, e la vita scorre soprattutto lungo il lungomare, con la spiaggia circondata da frutteti e agrumeti. Fra i luoghi da vedere ci sono le chiese della Madonna Immacolata e della Madonna del Rosario e il santuario di Maria Santissima delle Grazie.
Villa San Giovanni è una tappa naturale di un viaggio sulla Costa Viola, il tratto più meridionale della Calabria tirrenica che deve il nome a un'alga capace di tingere il mare di viola al tramonto. Scilla, la nostra destinazione affacciata sullo stesso mare della Costa Viola, con il castello Ruffo sulla rocca, completa l'itinerario.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Piparelle di Villa San Giovanni · Italia.it — Villa San Giovanni · Italia.it — Costa Viola in Calabria · Italia.it — Scilla
Tutela
- Presidio Slow Food — piparelle-di-villa-san-giovanni (Fondazione Slow Food — Presidio Piparelle di Villa San Giovanni)
- Prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) — Calabria, n. 192, XXVI revisione (Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026))
Quando
- Produzione: tutto l'anno (Fondazione Slow Food — Presidio Piparelle di Villa San Giovanni)
