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APULICA / OLI E GRASSI

Terre Aurunche (olio extravergine di oliva)

DOP · Oli e grassi · Campania

In breve

Storia e origine

La storia dell'olio Terre Aurunche si legge anche negli archivi. In un manoscritto intitolato Territori et Oliveti A.G.P., redatto probabilmente da un'amministrazione ecclesiastica, sono registrati dal 1680 i passaggi di proprietà dei terreni agricoli della zona, e gli oliveti vi compaiono come una categoria a sé, distinta da tutte le altre colture: segno di quanto contassero.

Per le famiglie di campagna l'olivo era una risorsa decisiva. La coltivazione era familiare e spesso rappresentava l'unico indice di ricchezza o di povertà, tanto che nei matrimoni la dote della sposa si valutava in base alle staia di olio portate alla famiglia dello sposo.

Il nome della varietà principale, la Sessana, viene da Sessa Aurunca, il comune più esteso della zona di produzione, mentre le varietà minori ammesse sono originarie dei territori confinanti. L'olio Terre Aurunche è stato registrato come Denominazione di Origine Protetta nel 2011 ed è tutelato da un consorzio dedicato.

Fonti: Qualigeo — Terre Aurunche DOP · Regione Campania — Terre Aurunche (olio extravergine di oliva) DOP · eAmbrosia — Terre Aurunche (PDO-IT-0571)

Zona e metodo di produzione

La zona si trova nel nord della provincia di Caserta, intorno al vulcano spento di Roccamonfina, e comprende l'intero territorio di 18 comuni: fra gli altri Sessa Aurunca, Roccamonfina, Teano, Carinola, Cellole, Mondragone, Galluccio, Marzano Appio, Conca della Campania e Tora e Piccilli. Clima mite e terreni vulcanici, ricchi di elementi minerali, sono alla base della qualità delle olive.

L'olio si ottiene per almeno il 70% da olive Sessana, la varietà autoctona, e per il resto da Corniola, Itrana e Tonacella, da sole o insieme. La raccolta si conclude entro il 31 dicembre, a mano o con mezzi meccanici.

In attesa della molitura, che deve avvenire entro il secondo giorno, le olive restano in cassette, in locali freschi e arieggiati, al riparo da pioggia e vento. Il disciplinare fissa anche limiti alla gramolatura, la fase in cui la pasta di olive viene rimescolata: non più di 40 minuti e non oltre 27 gradi. L'olio si conserva poi in fusti di acciaio inox a chiusura ermetica, in locali asciutti e poco illuminati.

Fonti: Qualigeo — Terre Aurunche DOP · Regione Campania — Terre Aurunche (olio extravergine di oliva) DOP

Come si riconosce

Il colore va dal giallo paglierino al verde più o meno intenso. Il fruttato è di intensità medio-alta, con un buon tono di amaro e piccante, note tipiche di carciofo e sentori di mandorla dolce. La Regione Campania sottolinea il buon contenuto di polifenoli e un'acidità inferiore a 0,60, più bassa del limite generale degli extravergini.

Queste qualità dipendono dalla composizione della Sessana e dall'incontro fra un clima mite e un suolo vulcanico ricco di macro e microelementi. Qualivita lo descrive come un olio molto rappresentativo del territorio, proprio perché nasce da varietà autoctone.

In commercio si trova in recipienti di terracotta smaltata, vetro o banda stagnata fino a cinque litri, oppure in confezioni monodose. L'etichetta deve riportare il nome Terre Aurunche, l'annata di produzione e il logo della denominazione. Va conservato al fresco, al riparo dalla luce e dal calore, e si consiglia di consumarlo entro sei mesi dalla spremitura, quando profumi e polifenoli sono al massimo.

Fonti: Qualigeo — Terre Aurunche DOP · Regione Campania — Terre Aurunche (olio extravergine di oliva) DOP

In cucina

Il profumo fruttato e l'equilibrio fra amaro e piccante fanno del Terre Aurunche un olio da abbinare a molti piatti della tradizione regionale italiana, come suggerisce Qualivita. Le note di carciofo e di mandorla dolce lo rendono adatto soprattutto all'uso a crudo, dove il suo carattere resta intatto.

Il consiglio di consumarlo entro sei mesi dalla spremitura non riguarda solo il gusto: il disciplinare lo collega anche alla ricchezza di sostanze polifenoliche, che con il tempo diminuiscono. L'olio nuovo, nei mesi che seguono la raccolta, è quindi il momento ideale per assaggiarlo.

Un filo di questo olio su una bruschetta, su verdure cotte o su una zuppa di legumi è il modo più semplice per conoscerlo.

Fonti: Qualigeo — Terre Aurunche DOP · Regione Campania — Terre Aurunche (olio extravergine di oliva) DOP

Dove assaggiarlo

Le Terre Aurunche sono l'angolo nord-occidentale della Campania, in provincia di Caserta, fra il vulcano spento di Roccamonfina e la piana verso il mare di Mondragone e Cellole. Roccamonfina è un antico borgo immerso nei boschi del Parco regionale Area vulcanica di Roccamonfina e foce del Garigliano: il cono del vulcano ha perso la sua forma, ma il suolo fertile che ha lasciato favorisce ancora oggi folti castagneti, e gli stessi suoli vulcanici sono alla base della qualità delle olive della DOP.

Appena fuori dal centro storico di Roccamonfina sorge il santuario di Santa Maria dei Làttani, legato alla visita di San Bernardino da Siena nel 1430 dopo il ritrovamento di una statua della Madonna. Sessa Aurunca, il comune più esteso della zona, ha dato il nome alla varietà Sessana, e con Teano e gli altri comuni della denominazione completa un itinerario fra colline coltivate a olivo.

L'olio nuovo si assaggia fra la fine dell'autunno e l'inverno, dopo la raccolta che si chiude entro dicembre. In etichetta si riconosce dal nome Terre Aurunche e dal logo della denominazione.

Fonti: Regione Campania — Terre Aurunche (olio extravergine di oliva) DOP · Italia.it (Ministero del Turismo) — Roccamonfina

Tutela

Quando

  • Le fonti consultate non indicano mesi.

Dove

Campania