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APULICA / OLI E GRASSI

Penisola Sorrentina (olio extravergine di oliva)

DOP · Oli e grassi · Campania

In breve

Storia e origine

La coltivazione dell'olivo nella Penisola Sorrentina risale alla Magna Grecia. Sulla Punta Campanella, il promontorio estremo del Golfo di Napoli davanti a Capri, i Focesi eressero un tempio dedicato ad Atena, la Minerva dei Romani, e l'intera penisola fu consacrata alla dea. Per secoli il santuario fu meta di pellegrinaggi: lungo il cammino i pellegrini compravano sul posto l'olio, prodotto in abbondanza, da bruciare sull'altare come offerta.

Greci e Romani consideravano Minerva l'inventrice dell'olivo e dell'olio, e la Regione Campania ricorda un verso di Virgilio che la celebra proprio così. In tutta la penisola sono stati trovati resti di santuari minori dedicati alla dea, insieme ai recipienti usati per offrirle l'olio.

Da allora l'olivo non ha più lasciato questi luoghi: con gli agrumi e la vite disegna ancora il paesaggio della penisola, su terrazzamenti costruiti con grande fatica. L'olio Penisola Sorrentina è Denominazione di Origine Protetta dal 1997.

Fonti: Qualigeo — Penisola Sorrentina DOP · Regione Campania — Penisola Sorrentina (olio extravergine di oliva) DOP · eAmbrosia — Penisola Sorrentina (PDO-IT-1546)

Zona e metodo di produzione

La zona comprende 13 comuni della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari, in provincia di Napoli, oltre all'isola di Capri: Gragnano, Pimonte, Lettere, Casola di Napoli, Sorrento, Piano di Sorrento, Meta, Sant'Agnello, Massa Lubrense, Vico Equense, Capri, Anacapri e in parte Castellammare di Stabia. Secondo la Regione qui si concentra il 75% dell'olivicoltura della provincia, e l'olivo ha anche un ruolo prezioso per il paesaggio e per la tenuta dei versanti.

L'olio si ottiene per almeno il 65% da olive Ogliarola, chiamata localmente Minucciola; Rotondella, Frantoio e Leccino non possono superare il 35%, e possono concorrere anche altre varietà.

Gli oliveti stanno su terrazzamenti ripidi che scendono verso il mare, in un ambiente di clima mediterraneo e terreno vulcanico. Le olive si raccolgono direttamente dalla pianta, a mano o con mezzi meccanici, entro il 31 dicembre, prorogabile al 30 gennaio solo con una delibera regionale; la molitura avviene entro il secondo giorno dalla raccolta.

Fonti: Qualigeo — Penisola Sorrentina DOP · Regione Campania — Penisola Sorrentina (olio extravergine di oliva) DOP

Come si riconosce

Il colore va dal verde al giallo paglierino più o meno intenso; la Regione lo descrive giallo paglierino con riflessi verdognoli, a volte velato. Il profumo è fruttato, delicato, con note fini di erbe aromatiche, soprattutto rosmarino e menta. In bocca è decisamente dolce, con un amaro medio o leggero e un piccante lieve, fluido ed equilibrato, con sfumature speziate e un retrogusto pulito di mandorla verde.

Il disciplinare fissa un'acidità massima di 0,8 grammi per 100 grammi di olio.

In commercio si trova in recipienti di vetro o banda stagnata fino a cinque litri, con l'indicazione Penisola Sorrentina e la menzione Denominazione di Origine Protetta, il simbolo europeo e l'annata di produzione. Ogni confezione porta un contrassegno di garanzia con un codice alfanumerico unico, che ne assicura la tracciabilità. Va conservato al fresco, fra 14 e 18 gradi, al riparo dalla luce e da odori forti, e dà il meglio entro quattro-sei mesi dalla spremitura.

Fonti: Qualigeo — Penisola Sorrentina DOP · Regione Campania — Penisola Sorrentina (olio extravergine di oliva) DOP

In cucina

Il profilo aromatico rende l'olio Penisola Sorrentina adatto alle pietanze tipiche della cucina campana e in particolare alle grigliate di pesce e di verdure. La Regione osserva che i profumi mediterranei di rosmarino si esaltano con il pomodoro e con i piatti che lo richiamano.

L'abbinamento più caratteristico è con il limone, l'altro grande frutto di questa terra. La scheda regionale cita come originali le insalate di limoni, e sia la Regione sia Qualivita indicano l'olio per i sorbetti e per la delizia al limone, il dolce tipico di Sorrento: un accostamento che racconta bene un paesaggio in cui olivi e agrumi crescono sulle stesse terrazze.

Per apprezzarne la dolcezza e le note di erbe è meglio usarlo a crudo, a fine preparazione.

Fonti: Qualigeo — Penisola Sorrentina DOP · Regione Campania — Penisola Sorrentina (olio extravergine di oliva) DOP

Dove assaggiarlo

La zona dell'olio coincide con una delle aree più amate della Campania. Sorrento, celebre per la vista a picco sul mare, gli orti e gli agrumeti, fu già nel Settecento meta del Grand Tour; il centro storico conserva le forme antiche fra piazza Tasso e viale degli Aranci, accanto al Duomo con la cupola maiolicata e alla tradizione del legno intarsiato.

Da Sorrento la denominazione si allarga a Massa Lubrense e alla Punta Campanella, dove sorgeva il tempio di Minerva, a Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento e Sant'Agnello, risale i Monti Lattari fino a Gragnano, Lettere e Pimonte e attraversa il mare fino a Capri e Anacapri. A est della penisola comincia la Costiera Amalfitana, con le sue terrazze di agrumi, viti e olivi.

L'olio nuovo arriva fra la fine dell'autunno e l'inverno, dopo la raccolta che si chiude a fine dicembre. Chi soggiorna sulla penisola lo riconosce dall'indicazione in etichetta e dal contrassegno di garanzia.

Fonti: Regione Campania — Penisola Sorrentina (olio extravergine di oliva) DOP · Italia.it (Ministero del Turismo) — Sorrento · Italia.it (Ministero del Turismo) — Costiera Amalfitana

Tutela

Quando

  • Le fonti consultate non indicano mesi.

Dove

Campania