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Tappo di una birra Raffo

APULICA / Guide ai sapori

Raffo, Taranto e Bari: una storia di birra e città

La birra fa parte della vita quotidiana della Puglia, e due città ne raccontano una storia precisa. A Taranto nel 1919 nasce la fabbrica dei fratelli Raffo; oggi il marchio appartiene a Birra Peroni e la produzione si è spostata nello stabilimento di Bari, mantenendo il legame con la città d’origine. Questa guida segue quella storia con le fonti ufficiali, la accosta ai due capoluoghi affacciati sul mare e propone come assaggiare con attenzione, accanto ai cibi di strada e di mare.

Tappo di una birra Raffo · Foto: Przemek Pietrak / Wikimedia Commons — CC BY-SA 3.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.

Raffo nasce a Taranto

La storia ufficiale di Raffo comincia con una data precisa: il 15 aprile 1919 i fratelli Raffo fondano la loro “Fabbrica di Birra e Ghiaccio” nel centro di Taranto. La prima cotta arriva nel maggio 1921, in una caldaia da trenta ettolitri, e la birra veniva poi conservata in botti di rovere.

Il racconto prosegue con il passaggio a un gruppo nazionale. Birra Peroni acquista il marchio Raffo, rafforzandone la presenza sul territorio, e dopo oltre ventisei anni dall’acquisizione sposta la produzione nel proprio stabilimento di Bari. Il sito sottolinea che il legame del marchio con Taranto continua attraverso iniziative locali.

Il legame pugliese riguarda quindi una storia produttiva precisa, fatta di una fondazione cittadina e di un trasferimento all’interno della regione, distinta dall’origine di ogni altro marchio. Per chi viaggia è un piccolo esempio di come l’industria alimentare abbia accompagnato la vita delle città portuali, accanto alla pesca, al commercio e ai cantieri.

Fonti: Birra Raffo — La nostra storia

Due birre, due descrizioni

Il sito Raffo presenta due prodotti con descrizioni precise, utili per sapere che cosa si sta assaggiando. La Ricetta Originale, nata a Taranto nel 1919 secondo il produttore, è una lager arricchita con orzo di Puglia, dal corpo morbido e dal gusto secco e rinfrescante, con appena una punta di amaro nel finale; il sito afferma che è prodotta con la stessa ricetta di allora.

La Lavorazione Grezza è descritta invece come arricchita con cereali di Puglia e non raffinata, dal gusto rotondo e fresco, con un aroma maltato e note amare di luppolo sul finale. Il nome, spiega il produttore, richiama un processo pensato per conservare composizione, aromi e colori naturali delle materie prime.

Sono descrizioni aziendali, non schede ufficiali, e vanno lette come tali. Servono però a impostare un confronto: la prima promette secchezza e leggerezza, la seconda più corpo e un amaro più evidente. Durante l’assaggio si può verificare se queste parole corrispondono a ciò che si percepisce, senza bisogno di conoscenze tecniche.

Fonti: Birra Raffo — Ricetta Originale · Birra Raffo — Lavorazione Grezza

Taranto, la città dei due mari

Italia.it descrive Taranto affacciata sul mar Ionio, nel punto più interno del golfo che porta il suo nome. Fondata nel 706 a.C. da coloni spartani, fu una delle più ricche e raffinate città della Magna Grecia. Oggi è bagnata da due mari, il Mar Grande e il Mar Piccolo, e si divide in tre parti.

La città vecchia, chiamata anche “isola”, nacque quando nel 1480 si tagliò l’istmo che la univa alla terraferma: è un intreccio di vicoli stretti, scalinate e palazzi addossati, dove si visitano il Tempio dorico, il Castello aragonese e la cattedrale di San Cataldo con il suo cappellone affrescato. Il lungomare guarda il Mar Grande e le piccole isole Cheradi.

Dal castello, attraverso il ponte girevole, si raggiunge il Borgo, la città nuova costruita a scacchiera dopo l’Unità d’Italia. È qui che si trovano i viali e i palazzi dell’Ottocento e il museo archeologico nazionale. Una passeggiata dall’isola al Borgo è il modo migliore per collocare la storia di Raffo nella città che l’ha vista nascere.

Fonti: Italia.it (Ministero del Turismo) — Taranto

Il MArTA, memoria della città

Fra le tappe di Taranto il museo archeologico nazionale, il MArTA, merita tempo. Il suo sito ufficiale lo presenta come custode della memoria di uomini e donne che hanno vissuto il Sud Italia dal Paleolitico all’età medievale, attraverso le testimonianze materiali delle popolazioni che lo hanno abitato.

Fra i tesori indicati dal museo ci sono gli Ori di Taranto, la Tomba dell’Atleta, le Veneri di Parabita e lo Zeus di Ugento. Le esposizioni temporanee e gli approfondimenti spaziano dalle iscrizioni funerarie della Taranto romana, che raccontano mestieri e vita quotidiana, all’abbigliamento femminile rappresentato nelle statuette di terracotta.

Il sito ufficiale riporta giorni, orari e tariffe aggiornati, che conviene consultare prima della visita. Per un itinerario dedicato a Taranto, il museo può occupare la mattina, lasciando al pomeriggio una passeggiata sul lungomare o nella città vecchia e, alla sera, una sosta a tavola. È un modo di dare profondità a una tappa che altrimenti resterebbe solo gastronomica.

Fonti: MArTA — Museo Archeologico Nazionale di Taranto (Ministero della Cultura)

Cozze, polpo e birra: le tavole di mare

La guida regionale ai sapori offre due spunti per accompagnare una birra in queste città. A Taranto ricorda le cozze, coltivate da tempi antichissimi nel Mar Piccolo, dove la temperatura e la salinità dell’acqua sono influenzate da trentacinque sorgenti sottomarine chiamate “citri”, che portano ogni giorno grandi quantità di acqua dolce. Le cozze sono servite spesso con sugo di pomodoro e tubettini.

A Bari la stessa guida suggerisce uno dei cibi di strada meno noti, il panino con il polpo arrostito, condito con olio extravergine e magari un po’ di limone; secondo la guida, l’accompagnamento abituale è una caraffa di birra artigianale locale. Ricorda anche il crudo di mare, con ricci, piccole seppie e polpo, e il mercato del pesce sul Molo San Nicola.

Sono piatti semplici e saporiti, adatti a un confronto fra birre diverse. Più che cercare l’abbinamento perfetto, conviene osservare come una birra secca accompagna il sapore del mare e come una più maltata si comporta accanto a un piatto con il pomodoro.

Fonti: Regione Puglia, portale turistico — Food & Wine

Bari fra storia e lungomare

Italia.it presenta Bari come “porta d’Oriente”, per la sua lunga tradizione di scambi. La storia della città attraversa molte dominazioni, dai Peucezi ai Bizantini, dai Normanni agli Svevi; nel 1087 l’arrivo delle reliquie di San Nicola di Myra la rese un grande centro religioso fra Oriente e Occidente.

Le tappe suggerite sono tre. Bari Vecchia, il centro medievale racchiuso fra i due porti e dominato dal Castello normanno-svevo, dove si possono vedere le donne che preparano a mano le orecchiette. La Basilica di San Nicola, uno degli edifici religiosi più importanti d’Italia. E il lungomare, fra i più belli del Paese, affacciato sull’Adriatico e sui palazzi della città nuova costruita all’inizio dell’Ottocento.

La guida ricorda anche i sapori da cercare: la focaccia barese, la tiella di riso, patate e cozze, le orecchiette con le cime di rapa, e il crudo di mare come aperitivo. Bari è anche la città in cui oggi si produce la birra nata a Taranto, e la sosta a tavola può chiudere una giornata di passeggiate.

Fonti: Italia.it (Ministero del Turismo) — Bari: guida, storia e curiosità

Guardare il prodotto prima del marchio

Nel confronto annoterei la denominazione esatta della birra servita e la confronterei con un’altra precisa, evitando di parlare genericamente di un marchio contro l’altro. Lo stesso produttore può proporre birre molto diverse, e due bottiglie con lo stesso nome in etichetta non sono necessariamente la stessa cosa.

Osserverei colore, profumo, sensazione in bocca e durata dell’amaro, con piccoli assaggi separati e un bicchiere pulito per ciascuno. Se la birra è descritta come secca, cercherei quella secchezza; se è descritta come maltata, il profumo di cereale. È un modo semplice di mettere alla prova le parole del produttore.

Il risultato non deve essere una graduatoria: può semplicemente spiegare quale bevanda si desidera con un certo piatto o in un certo momento della giornata. La memoria del viaggio sarà più precisa se accanto al nome della birra si annotano il luogo, il cibo che la accompagnava e la temperatura a cui è stata servita.

L’abbinamento come prova personale

Per l’assaggio proporrei un cibo semplice, ripetuto uguale con due birre, e annoterei che cosa cambia nella percezione. Un prodotto da forno, come una fetta di focaccia o qualche tarallo, può dare un primo confronto leggibile; in un altro pasto si può tornare sulla stessa domanda con un piatto di mare più ricco.

Terrei separati il sorso da solo e quello dopo il boccone: spesso la stessa birra sembra più amara da sola e più morbida accanto a un cibo salato, o viceversa. Non serve un vocabolario da esperti, bastano due o tre parole per ciascun assaggio.

Non trasformerei un’abitudine personale in una regola regionale: ciascun viaggiatore può conservare un abbinamento preferito, insieme al luogo in cui l’ha scoperto. Il calendario qui si sceglie in base al percorso urbano che interessa, non a una stagione agricola, e senza dare per inclusa una visita allo stabilimento, che non è documentata come aperta al pubblico.

Una pausa nel percorso urbano

Sceglierei Taranto per il capitolo delle origini di Raffo e Bari per quello della produzione attuale. A Taranto la giornata può partire dalla città vecchia sull’isola, passare per il castello e il ponte girevole e arrivare al Borgo e al MArTA; a Bari, dalla Basilica di San Nicola e dai vicoli di Bari Vecchia fino al lungomare.

La sosta a tavola può stare dopo una passeggiata dedicata alla città: un modo di affiancare lavoro, memoria familiare e abitudini quotidiane. La storia ufficiale del marchio, con la fabbrica fondata nel centro di Taranto e il trasferimento della produzione a Bari, offre un filo concreto fra le due tappe.

Le due città possono stare in due giornate diverse dello stesso viaggio, oppure in un itinerario più ampio che comprenda la Murgia o la Valle d’Itria. Il periodo si sceglie in base al percorso urbano che interessa e al clima preferito per camminare: una birra fresca, dopo una giornata di passeggiate sul mare, è un piacere in ogni stagione.

Fonti: Birra Raffo — La nostra storia · Italia.it (Ministero del Turismo) — Taranto · Italia.it (Ministero del Turismo) — Bari: guida, storia e curiosità

Il filo del viaggio

Proposta: Taranto e Bari come due capitoli di memoria urbana, con una pausa gastronomica in ciascuno. Il percorso distingue le origini dei marchi, la produzione e quello che si assaggia davvero, senza promettere accesso agli stabilimenti.

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