APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Uva montonico
Presidio Slow Food · Frutta, verdura e legumi · Abruzzo
In breve
- Vitigno bianco di Bisenti e Cermignano, in provincia di Teramo, documentato in un catasto del 1615. (Fondazione Slow Food — Presidio Uva montonico)
- Era soprattutto uva da tavola: nel 1938 da questi comuni se ne esportavano migliaia di quintali in Germania. (Fondazione Slow Food — Presidio Uva montonico)
- I grappoli si appendono alle travi di casa ad appassire fino a Natale; in ottobre Bisenti celebra la festa dell'uva e del vino. (Fondazione Slow Food — Presidio Uva montonico)
Storia e origine
Il montonico è un'uva bianca antica della provincia di Teramo. La prima traccia scritta risale al 1615: il catasto onciario di Bisenti registra un vitigno con questo nome, e documenti successivi lo descrivono come una varietà di qualità e molto produttiva. Per secoli è stato una fonte di reddito importante per le famiglie di questa zona di montagna, alle pendici del Gran Sasso.
La sua fama però non veniva dal vino. Il montonico era soprattutto uva da tavola: un registro del 1938 segnala 14.000 quintali raccolti a Bisenti e a Poggio delle Rose di Cermignano e spediti in Germania. Il Comune di Bisenti ricorda che proprio negli anni Trenta la coltivazione entrò in crisi, fra la fillossera che colpì le viti e la forte emigrazione.
Dal secondo dopoguerra si è affermato l'uso per la vinificazione, ma l'area coltivata ha continuato a ridursi fino quasi alla scomparsa. Oggi il montonico è un Presidio Slow Food, e dal 2010 esiste anche il vino a denominazione, nell'ambito della DOC Abruzzo.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Uva montonico · Comune di Bisenti — Museo dell'Uva e del Vino Montonico
Zona e metodo di produzione
La zona del Presidio comprende Bisenti e Cermignano, con la frazione di Poggio delle Rose, in provincia di Teramo: sono le stesse colline dove il montonico era più diffuso in passato. La vite cresce sui terreni a ridosso del Gran Sasso, anche oltre i 500 metri di quota, in un ambiente di inverni freddi e suoli duri, sassosi e calcarei a cui si è adattata nel corso dei secoli grazie al suo vigore.
La vendemmia si fa a fine settembre. Il Comune di Bisenti stima che il recupero abbia riportato il vitigno su circa 70 ettari fra i due comuni, quasi sempre in piccoli appezzamenti di famiglia.
Con il Presidio alcuni giovani produttori hanno ripreso le vigne dei genitori e dei nonni, ripiantato nuove superfici e adottato un protocollo che esclude le sostanze chimiche di sintesi. L'uva si vinifica, si trasforma in confetture, vino cotto, sciroppo di mosto e aceto, oppure si lascia appassire.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Uva montonico · Comune di Bisenti — Museo dell'Uva e del Vino Montonico
Come si riconosce
Il grappolo è grande, allungato, di forma quasi cilindrica. Gli acini sono grossi e tondi, con una buccia spessa e resistente di colore giallo verdolino; la polpa è abbondante e il vitigno sopporta bene la muffa grigia.
Il mosto ha un colore paglierino molto chiaro, con riflessi verdi, e al naso è fresco e floreale. Secondo il Comune di Bisenti i vini sono giallo paglierino con riflessi ambrati, profumano di fiori, frutta ed erbe secche, e in bocca sono strutturati, armonici, persistenti e con una leggera nota amara. Il vino migliora nella seconda annata e si usa anche per uno spumante morbido e fresco.
Chi visita Bisenti in inverno riconosce il montonico anche da un'immagine domestica: i grappoli legati uno per uno e appesi alle travi delle case ad appassire.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Uva montonico · Comune di Bisenti — Museo dell'Uva e del Vino Montonico
In cucina
Per tradizione il montonico si mangiava fresco o passito, e diventava anche vino e aceto. L'uso più caratteristico è quello delle feste: i grappoli, legati e appesi alle travi, appassiscono lentamente e arrivano sulla tavola nel periodo di Natale, che è il momento tradizionale del consumo.
Nella zona di produzione con il mosto si prepara il vino cotto, e con l'uva confetture e sciroppo di mosto. Il Presidio ha rilanciato proprio queste trasformazioni, accanto al vino, per dare un valore ai vigneti recuperati.
Dal montonico si ricava anche uno spumante morbido e vivace: il Comune di Bisenti racconta che le truppe napoleoniche lo avevano soprannominato «petit champagne».
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Uva montonico · Comune di Bisenti — Museo dell'Uva e del Vino Montonico
Dove assaggiarlo
Il cuore del montonico è Bisenti, borgo della valle del Fino in provincia di Teramo, insieme a Poggio delle Rose di Cermignano. A Bisenti il Museo dell'Uva e del Vino Montonico raccoglie un grande torchio a vite dell'inizio dell'Ottocento, una botte costruita sul posto dai bottai del paese fra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, abiti d'epoca, ceramiche e documenti.
In ottobre il centro storico ospita la festa dell'uva e del vino, il Revival Uva e Vino Montonico, uno degli eventi enogastronomici più longevi dell'Abruzzo: quattro giorni di mostre, visite alle cantine, degustazioni, musica itinerante e la sfilata dei carri allegorici con scene della vendemmia.
Il paesaggio è quello delle colline alle pendici del Gran Sasso, fra piccole vigne di famiglia: un'occasione per conoscere un angolo meno battuto del Teramano.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Uva montonico · Comune di Bisenti — Museo dell'Uva e del Vino Montonico
Tutela
- Presidio Slow Food — uva-montonico (Fondazione Slow Food — Presidio Uva montonico)
Quando
- Raccolta: settembre (Fondazione Slow Food — Presidio Uva montonico)
- Evento: ottobre (Fondazione Slow Food — Presidio Uva montonico)
- Consumo tradizionale: dicembre (Fondazione Slow Food — Presidio Uva montonico)
- Inverno
- Autunno
