APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Sedano di Gesualdo
Presidio Slow Food · PAT · Frutta, verdura e legumi · Campania
In breve
- Varietà locale detta accio, coltivata a Gesualdo, in Irpinia, fra le valli dell'Ufita e del Calore. (Fondazione Slow Food — Presidio Sedano di Gesualdo)
- Ha coste verde acceso e gambo pieno, quasi bianco; il sapore dolce lo rende adatto al pinzimonio. (Fondazione Slow Food — Presidio Sedano di Gesualdo)
- Si semina a gennaio e si trapianta a fine aprile; le piante migliori restano in campo per il seme. (Fondazione Slow Food — Presidio Sedano di Gesualdo)
- È un prodotto tradizionale della Campania. (Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026))
Storia e origine
A Gesualdo, paese dell'Irpinia sulla dorsale fra la valle dell'Ufita e quella del Calore, il sedano si chiama accio. La tradizione orticola del paese è antichissima, favorita da un territorio ricco d'acqua e di terreni fertili, e i suoi contadini, specializzati da sempre negli ortaggi, erano soprannominati menestrari, cioè verdurai.
Fino al terremoto del 1980 una cinquantina di famiglie viveva della coltivazione degli ortaggi, e soprattutto di questo sedano. Il raccolto si vendeva nei mercati rionali e nei paesi vicini, oltre a finire sulle tavole di casa: la scheda regionale ricorda che ogni settimana si vendevano circa 30.000 piante. Il seme passa da decine di generazioni, con regole tramandate di padre in figlio.
Oggi le famiglie che lo coltivano sono poche, e la varietà è a rischio per la concorrenza dei sedani moderni e l'abbandono degli orti. Il Presidio Slow Food è nato dal lavoro con gli agricoltori, i cuochi e tutta la comunità di Gesualdo, per coinvolgere i giovani e salvare questo patrimonio. Il sedano è anche iscritto fra i prodotti tradizionali della Campania.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Sedano di Gesualdo · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Sedano di Gesualdo (prodotti tradizionali) · Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026)
Zona e metodo di produzione
Si coltiva nel comune di Gesualdo, in provincia di Avellino, in particolare nelle contrade Pastene e Tremolito. La semina si fa a metà gennaio in semenzaio, su terriccio arricchito con letame ovino maturo; dopo circa tre settimane spuntano i germogli, e verso la fine di aprile le piantine si trapiantano in pieno campo, a circa dieci centimetri l'una dall'altra.
La coltivazione è a basso impatto: rotazioni triennali con leguminose, foraggere e cereali, diserbo meccanico o a mano, concimi organici e difesa preferibilmente con metodi biologici. La pianta è rustica e vigorosa e raramente viene attaccata da funghi e parassiti. Il rincalzo periodico della terra smuove il suolo e, secondo la tradizione, aiuta l'imbiancamento della costa.
La raccolta si fa fra giugno e luglio. Le piante migliori restano in campo fino alla fioritura per produrre il seme della stagione successiva, un ciclo che richiede quasi un anno. Appena raccolti, i sedani si sciacquano nelle conche di marmo, perché l'acqua fresca ne mantenga il colore verde.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Sedano di Gesualdo · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Sedano di Gesualdo (prodotti tradizionali)
Come si riconosce
Il sedano di Gesualdo ha coste di un verde acceso, merito dell'esposizione costante al sole dei terreni, e un ciuffo anch'esso verde. Il gambo è più chiaro alla base, quasi bianco, pieno e tondeggiante.
Rispetto ai sedani comuni è più sottile, con un diametro fra tre e sei centimetri, ma più alto: a maturazione la pianta arriva a 70-100 centimetri. La distanza fra le piantine nel campo determina la loro dimensione finale.
Il sapore è dolce, e questo è il carattere che lo distingue a tavola. Gambo e foglie contengono potassio, fosforo, magnesio, calcio e vitamine, e l'intensità del colore varia secondo la luce che la pianta riceve durante la crescita.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Sedano di Gesualdo · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Sedano di Gesualdo (prodotti tradizionali)
In cucina
Il sapore dolce rende il sedano di Gesualdo perfetto da mangiare crudo: in pinzimonio oppure in insalata, dove il gambo pieno e chiaro e la nota dolce si apprezzano senza cottura.
In passato le famiglie lo usavano anche per preparare decotti e tisane, un uso domestico che racconta quanto questo ortaggio fosse presente nella vita quotidiana del paese.
Oggi sono soprattutto i cuochi del posto, che il Presidio considera veri ambasciatori di questo ortaggio, a valorizzarlo in cucina e a farlo conoscere a chi passa per l'Irpinia, accanto agli altri prodotti dell'orto e dei campi della zona.
Dove assaggiarlo
L'unico luogo dove nasce è Gesualdo, borgo irpino in provincia di Avellino, con le sue contrade orticole delle Pastene e di Tremolito. Il paese sorge sulla dorsale fra le valli dell'Ufita e del Calore, e la tradizione dei menestrari è ancora legata ai suoi orti.
La stagione giusta è l'inizio dell'estate: fra giugno e luglio il sedano si raccoglie, e il periodo di vendita può durare un paio di mesi, perché un tempo ogni pianta raccolta veniva subito sostituita da una nuova per assicurare una produzione continua.
Chi visita l'Irpinia interna può fermarsi a Gesualdo e cercare il sedano nella cucina dei ristoratori locali che collaborano con il Presidio, unendo l'assaggio a una passeggiata in un paese dove l'orto è da sempre parte dell'identità.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Sedano di Gesualdo · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Sedano di Gesualdo (prodotti tradizionali)
Tutela
- Presidio Slow Food — sedano-di-gesualdo (Fondazione Slow Food — Presidio Sedano di Gesualdo)
- Prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) — Campania, n. 375, XXVI revisione (Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026))
Quando
- Raccolta: giugno–luglio (Fondazione Slow Food — Presidio Sedano di Gesualdo)
- Estate
