APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Pruna di frati di Terranova
Presidio Slow Food · Frutta, verdura e legumi · Calabria
In breve
- Susina tradizionale della Piana di Gioia Tauro, coltivata a Terranova Sappo Minulio, Molochio e Varapodio, selezionata secondo la tradizione dai monaci nel Cinquecento. (Fondazione Slow Food — Presidio Pruna di frati di Terranova)
- Ha buccia sottile verde-gialla, coperta di pruina, e polpa soda, dolcissima, che si stacca dal nocciolo. (Fondazione Slow Food — Presidio Pruna di frati di Terranova)
- Matura tutta insieme e si raccoglie di primo mattino; si mangia fresca, essiccata al sole o in confettura. (Fondazione Slow Food — Presidio Pruna di frati di Terranova)
Storia e origine
La pruna di frati è una susina tradizionale del territorio pre-aspromontano della Piana di Gioia Tauro, nella parte più alta del bacino del fiume Marro. Secondo la tradizione è un ecotipo selezionato nel Cinquecento dai monaci benedettini celestini che vivevano nei conventi dell'antico Ducato di Terranova: da qui il nome.
Già nel 1691 padre Giovanni Fiore da Cropani, nella sua opera «Della Calabria illustrata», ricordava le susine «dette di frati», che definiva molto nobili e delicate.
Per secoli la pruna si è conservata in frutteti misti, grazie agli agricoltori anziani che ne hanno tramandato la coltivazione e la moltiplicazione. Nel 2024 la Regione l'ha iscritta nel Registro regionale della biodiversità agraria, l'ARSAC le ha dedicato un opuscolo sulla coltivazione, e oggi è un Presidio Slow Food, presente anche fra i Presìdi calabresi a Terra Madre Salone del Gusto 2026.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pruna di frati di Terranova · ARSAC — Registro regionale della biodiversità agraria della Calabria · ARSAC — La coltivazione delle Prugne di Terranova 'I Prùna di Frati', opuscolo divulgativo · ARSAC — La Calabria a Terra Madre Salone del Gusto 2026
Zona e metodo di produzione
La pruna di frati si coltiva a Terranova Sappo Minulio, Molochio e Varapodio, in provincia di Reggio Calabria. Quasi tutte le famiglie della zona hanno qualche pianta sparsa negli oliveti, negli agrumeti, negli orti e lungo i confini delle proprietà.
Per propagarla si scelgono i polloni più vigorosi, che nascono spontaneamente dalle ceppaie di piante non innestate. L'albero richiede poca acqua e cresce bene anche sui terreni più scoscesi, dove le radici ampie e profonde aiutano a trattenere il suolo. I produttori del Presidio la coltivano secondo i principi dell'agroecologia, con tecniche tradizionali e sostenibili.
La maturazione è molto concentrata, a luglio, e le susine vanno raccolte in fretta, la mattina presto, facendo attenzione a non togliere la pruina che le protegge: senza quello strato si deteriorano. Anche la vendita deve essere rapida. L'ARSAC ne conserva la varietà nei suoi centri sperimentali di Gioia Tauro e di San Marco Argentano.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pruna di frati di Terranova · ARSAC — Registro regionale della biodiversità agraria della Calabria
Come si riconosce
I frutti sono di media pezzatura e di forma allungata, con una buccia sottile di colore verde-giallastro che a piena maturazione si tinge leggermente di rosso-violetto. Sono coperti da un consistente strato di pruina, che va protetto con cura durante la raccolta.
La polpa è soda e poco succosa e si stacca bene dal nocciolo. Il sapore è dolcissimo e aromatico, con un leggero retrogusto acidulo.
Il Registro regionale classifica la pruna di frati nella specie Prunus domestica e la considera a rischio alto di erosione genetica: un motivo in più per cercarla nella breve stagione in cui matura.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pruna di frati di Terranova · ARSAC — Registro regionale della biodiversità agraria della Calabria
In cucina
La pruna di frati si consuma soprattutto fresca. Dolcissima e aromatica, con una polpa soda e poco succosa che si stacca bene dal nocciolo e un leggero retrogusto acidulo, è un frutto da mangiare al naturale, appena raccolto nelle mattine di luglio.
Oltre che fresca è ottima anche essiccata al sole oppure trasformata in confettura: due modi per gustarla anche dopo la sua breve stagione. Il frutto è arrivato fino a oggi grazie alle famiglie della zona, che hanno quasi tutte qualche pianta tra oliveti e orti, e agli agricoltori più anziani che ne hanno tramandato coltivazione e moltiplicazione.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pruna di frati di Terranova
Dove assaggiarlo
La pruna di frati si scopre nei paesi della Piana di Gioia Tauro ai piedi dell'Aspromonte: Terranova Sappo Minulio, Molochio e Varapodio, nell'alta valle del Marro. La stagione è breve e cade a luglio, quando le susine si raccolgono all'alba e vanno vendute in pochi giorni.
È un paesaggio di oliveti, agrumeti e orti in cui gli alberi di pruna crescono sparsi, spesso ai bordi dei campi, e in cui gli antichi conventi del Ducato di Terranova hanno lasciato il nome a questo frutto.
Da qui la costa tirrenica reggina è vicina: un viaggio d'estate a Scilla e sulla Costa Viola può salire verso l'entroterra della Piana per assaggiare una frutta che si trova quasi solo sul posto.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pruna di frati di Terranova
Tutela
- Presidio Slow Food — pruna-di-frati-di-terranova (Fondazione Slow Food — Presidio Pruna di frati di Terranova)
Quando
- Raccolta: luglio (Fondazione Slow Food — Presidio Pruna di frati di Terranova)
- Estate
