APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Pomodorino verneteca sannita
Presidio Slow Food · Frutta, verdura e legumi · Campania
In breve
- Pomodorino da serbo della Valle Telesina, in provincia di Benevento, con buccia gialla e polpa rosata. (Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino verneteca sannita)
- Entro poche ore dalla raccolta si lega in grappoli detti penneci, appesi all'aria fino alla primavera. (Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino verneteca sannita)
- Il nome viene dall'inverno: grazie alla buccia resistente si mangia crudo anche nei mesi freddi. (Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino verneteca sannita)
Storia e origine
Il verneteca è un pomodorino da serbo delle zone pedemontane dell'Appennino sannita, probabilmente parente del ciliegino. Il nome racconta la sua qualità principale: grazie alla buccia resistente si conserva all'aria aperta e si mangia crudo anche d'inverno, e per questo i contadini lo hanno chiamato pomodoro vernino, cioè invernale, o verneteca.
Di questo pomodorino non esistono notizie storiche scritte, perché per generazioni è stato coltivato solo per la famiglia. La sua storia è passata di mano in mano negli orti, insieme ai semi e al gesto di legare i grappoli da appendere.
Nel Novecento lo spopolamento delle aree interne, la concorrenza di altre varietà e le nuove tecniche di conservazione ne hanno ridotto molto la coltivazione, a favore di pomodori di serra o di importazione. Il Presidio Slow Food è nato per riscoprire questa tradizione, aumentare le quantità prodotte, recuperare i terreni abbandonati di quest'area appenninica e coinvolgere nuovi coltivatori.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino verneteca sannita
Zona e metodo di produzione
La zona del Presidio è la Valle Telesina, in provincia di Benevento, ai piedi dei rilievi dell'Appennino sannita. La coltivazione occupa la stagione calda, da maggio a settembre, e si fa interamente a mano, con pali di sostegno e fili che reggono le piante.
La raccolta è scalare, fra agosto e settembre; se il clima lo permette, i frutti si raccolgono sulla pianta anche a ottobre inoltrato. Entro poche ore dal raccolto i pomodorini si intrecciano e si legano con lo spago, formando grappoli dorati chiamati pienneci o penneci.
I penneci si appendono in luoghi ventilati e riparati, come balconi e tettoie, e si conservano così fino alla primavera successiva. È un lavoro lungo e completamente manuale, poco redditizio: per questo solo pochi piccoli produttori lo hanno mantenuto, e il Presidio punta a farlo crescere con nuovi agricoltori.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino verneteca sannita
Come si riconosce
Il verneteca è piccolo e tondo, leggermente schiacciato vicino al picciolo; alcuni frutti terminano con una punta all'apice. Il colore è la sua firma: la buccia è gialla, più o meno intensa, mentre la polpa è rosata.
Al palato si distingue per un'acidità gradevole e per la croccantezza della buccia. È ricco di vitamina C.
La buccia consistente è anche il segreto della sua lunga vita: permette ai grappoli appesi di attraversare l'autunno e l'inverno all'aria aperta senza perdere la possibilità di essere mangiati crudi. I penneci dorati appesi sotto le tettoie sono il modo più semplice per riconoscerlo nei paesi della valle durante i mesi freddi.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino verneteca sannita
In cucina
Il modo tradizionale di gustarlo è il più semplice: crudo, schiacciato sul pane, oppure appena scottato, per esaltarne la freschezza. Proprio la possibilità di mangiarlo crudo in pieno inverno, ne ha fatto un prodotto prezioso per le famiglie della valle.
È anche ingrediente di ricette locali, dalle zuppe ai primi piatti fino ai secondi, a cui porta la sua acidità vivace.
Negli ultimi anni il verneteca si sta riscoprendo anche come condimento per la pizza: il Presidio è sostenuto proprio da una pizzeria, segno di un interesse nuovo per un pomodoro che per generazioni non era uscito dalle cucine di casa.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino verneteca sannita
Dove assaggiarlo
Per trovarlo bisogna andare nella Valle Telesina, in provincia di Benevento, fra i paesi pedemontani dell'Appennino sannita dove si coltiva. La gran parte del raccolto resta ancora nelle famiglie, ma una parte arriva sui mercati settimanali dei paesi di produzione.
La stagione dei frutti freschi è la fine dell'estate, fra agosto e settembre; i grappoli conservati, i penneci, si incontrano invece dall'autunno fino alla primavera, appesi ai balconi e sotto le tettoie.
Un viaggio nel Sannio può unire la scoperta di questo pomodorino alle campagne e ai borghi della valle, scegliendo la fine dell'estate per vedere la raccolta e l'intreccio dei grappoli, e l'inverno per assaggiarlo crudo sul pane, come vuole la tradizione.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino verneteca sannita
Tutela
- Presidio Slow Food — pomodorino-verneteca-sannita (Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino verneteca sannita)
Quando
- Raccolta: agosto–ottobre (Fondazione Slow Food — Presidio Pomodorino verneteca sannita)
- Estate
- Autunno
