APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Pisello centogiorni del Vesuvio
Presidio Slow Food · PAT · Frutta, verdura e legumi · Campania
In breve
- Varietà rampicante coltivata nell'area vesuviana da almeno un secolo; il nome viene dalla durata media del suo ciclo. (Fondazione Slow Food — Presidio Pisello centogiorni del Vesuvio)
- Non si irriga e si lavora tutto a mano, spesso fra albicocchi, ciliegi o viti; si mangia fresco o secco. (Fondazione Slow Food — Presidio Pisello centogiorni del Vesuvio)
- È l'ingrediente della pasta e piselli napoletana e accompagna il baccalà. (Fondazione Slow Food — Presidio Pisello centogiorni del Vesuvio)
- Il pisello centogiorni compare nell'elenco dei prodotti tradizionali della Campania. (Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026))
Storia e origine
Nelle campagne intorno al Vesuvio i piselli sono un cibo quotidiano da tempi antichissimi: la scheda del Presidio ricorda che si coltivavano già all'epoca dei Greci, degli Etruschi e dei Romani. Nei secoli i contadini hanno selezionato varietà adatte a questi suoli vulcanici, e fra queste il centogiorni, presente nell'area vesuviana da almeno un secolo. Il nome viene dalla durata media del suo ciclo.
Fino agli anni Settanta del Novecento era molto diffuso, su circa 500 ettari. Poi il mercato ha chiesto varietà più produttive, adatte all'industria del surgelato e della scatola e alla raccolta meccanica, e il centogiorni è sopravvissuto quasi solo negli orti di famiglia, passando da una generazione all'altra.
Il Presidio Slow Food è nato per salvarlo e per dare valore al lavoro dei contadini vesuviani, che oggi lo coltivano su appezzamenti piccolissimi, una decina di ettari in tutto. È anche iscritto fra i prodotti tradizionali della Campania.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pisello centogiorni del Vesuvio · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pisello centogiorni (prodotti tradizionali) · Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026)
Zona e metodo di produzione
Il centogiorni si coltiva nei comuni dell'area vesuviana, in provincia di Napoli; la scheda regionale indica le zone pedecollinari del Vesuvio e l'agro nocerino-sarnese. Cresce in piena aria, senza irrigazione, e spesso condivide il campo con albicocchi, ciliegi o viti.
La pianta è rampicante e ha bisogno di sostegni: pali di legno e fili intrecciati oppure reti. Un tempo, come tutori, si usavano i rami di potatura del nocciolo. La semina si fa in autunno, a file singole, e ogni fase del lavoro è manuale.
La raccolta dei baccelli freschi è lunga e scalare: comincia a marzo e prosegue fino ai primi giorni di maggio. Dopo la raccolta a mano i piselli si sistemano in cassette e arrivano sui mercati, in gran parte locali, spesso attraverso cooperative di produttori. Una parte resta in pianta fino a maturazione completa, per essere consumata secca.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pisello centogiorni del Vesuvio · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pisello centogiorni (prodotti tradizionali)
Come si riconosce
Il baccello è verde chiaro e lungo in media 8-12 centimetri; dentro ci sono di solito sette o otto semi tondi, di circa cinque millimetri di diametro. La pianta è un'erbacea annuale dal fusto sottile e gracile, con foglie pennate che terminano in un viticcio e fiori bianchi piuttosto vistosi.
Si mangia soprattutto allo stadio ceroso, quando il seme è ancora verde e tenero. Lasciato maturare del tutto diventa secco e prende un colore beige, e in questa forma si trova tutto l'anno.
Le qualità che lo hanno fatto amare sono l'estrema dolcezza e la buccia tenera, che resta morbida anche nel seme secco. È proprio questa delicatezza, insieme alla resa più bassa delle varietà moderne, a spiegare perché sia rimasto un prodotto di nicchia, legato al mercato locale.
Fonti: Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pisello centogiorni (prodotti tradizionali) · Fondazione Slow Food — Presidio Pisello centogiorni del Vesuvio
In cucina
Il centogiorni è il pisello della pasta e piselli alla napoletana: i piselli si cuociono con cipolla e pancetta, poi si aggiungono i tubetti o la pasta mista. Un piatto semplice, in cui la dolcezza del legume fa tutta la differenza.
Si abbina molto bene alla carne, come contorno, ma soprattutto al baccalà, re della cucina napoletana, a cui dà una nota dolce e primaverile. La scheda regionale lo ricorda anche in abbinamento con la pasta e come accompagnamento dei secondi.
Fresco si trova in primavera; secco, grazie alla buccia che resta tenera, si usa tutto l'anno anche nei mesi lontani dal raccolto. Chi lo cucina in stagione può approfittare della raccolta di marzo e aprile per portarlo in tavola appena colto.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pisello centogiorni del Vesuvio · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pisello centogiorni (prodotti tradizionali)
Dove assaggiarlo
Il pisello centogiorni si cerca nei comuni alle falde del Vesuvio, in provincia di Napoli, dove i contadini del Presidio lo coltivano fra i filari di albicocchi e ciliegi; la scheda regionale ne indica la presenza anche nell'agro nocerino-sarnese.
La stagione giusta è la primavera: da marzo ai primi di maggio i baccelli freschi arrivano sui mercati locali, che restano il canale principale di vendita. Il prodotto secco si trova invece tutto l'anno.
Per chi visita la Campania in primavera, i paesi vesuviani offrono un'occasione per unire una visita al Vesuvio alla scoperta di una cucina contadina fatta di legumi, frutta e ortaggi coltivati sui suoli vulcanici, con il centogiorni come protagonista della stagione.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pisello centogiorni del Vesuvio · Regione Campania, Assessorato Agricoltura: Pisello centogiorni (prodotti tradizionali)
Tutela
- Presidio Slow Food — pisello-centogiorni (Fondazione Slow Food — Presidio Pisello centogiorni del Vesuvio)
- Prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) — Campania, n. 350, XXVI revisione (Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026))
Quando
- Raccolta: marzo–maggio (Fondazione Slow Food — Presidio Pisello centogiorni del Vesuvio)
- Primavera
