APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Pappaluni
Presidio Slow Food · Frutta, verdura e legumi · Calabria
In breve
- Fagioli dell'Aspromonte coltivati fra 400 e 1200 metri, a Delianuova, Cosoleto, Sant'Eufemia d'Aspromonte, Scido e comuni vicini. (Fondazione Slow Food — Presidio Pappaluni)
- Ne esistono una forma bianca e una violacea dai semi marezzati; le piante rampicanti superano i quattro metri e salgono su pali di castagno. (Fondazione Slow Food — Presidio Pappaluni)
- Quelli colorati vanno nelle zuppe e nella pasta e fagioli aspromontana, con broccoli, patate, cotenna e peperoncino. (Fondazione Slow Food — Presidio Pappaluni)
Storia e origine
Pappaluni, o fagioli aspromontani, è il nome dei legumi coltivati da generazioni sulle fasce medio-alte dell'Aspromonte e delle Serre calabresi. La loro storia è intrecciata con quella dei paesi dell'alta fascia tirrenica del massiccio, fra cui Delianuova, Cosoleto, Sant'Eufemia d'Aspromonte e Scido, dove le tecniche di coltivazione si sono tramandate nel tempo.
Per la cucina contadina dell'Aspromonte i pappaluni sono sempre stati un alimento fondamentale. Negli ultimi decenni lo spopolamento delle aree interne ne aveva ridotto la coltivazione; oggi una nuova generazione di giovani agricoltori sta recuperando le terre e le colture tradizionali, e i pappaluni tornano a essere una risorsa economica e culturale per le comunità.
Nel 2025 il fagiolo pappaluni è stato iscritto nel Registro regionale della biodiversità agraria della Calabria, che lo classifica a rischio alto di erosione genetica, e nel 2026 è stato presentato fra i nuovi Presìdi Slow Food calabresi.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pappaluni · ARSAC — Registro regionale della biodiversità agraria della Calabria · ARSAC — La Calabria a Terra Madre Salone del Gusto 2026
Zona e metodo di produzione
L'area del Presidio comprende Cosoleto, Delianuova, Sant'Eufemia d'Aspromonte, Santa Cristina d'Aspromonte, Scido e Sinopoli, nella città metropolitana di Reggio Calabria, fra i 400 e i 1200 metri di quota, nel territorio del Parco nazionale dell'Aspromonte. Qui il microclima fresco, la buona esposizione, la qualità dei suoli e le acque limpide e abbondanti favoriscono uno sviluppo equilibrato delle piante.
Le piante sono rampicanti e vigorose e possono superare i quattro metri d'altezza: per sostenerle si usano pali di castagno, spesso ricavati dai boschi del posto. È una coltivazione legata alle stagioni e al lavoro manuale, inserita in un sistema agricolo tradizionale che ha contribuito a conservare nel tempo la biodiversità del territorio.
La raccolta si concentra fra agosto e ottobre. Una parte del seme è conservata anche nel Centro sperimentale dell'ARSAC di Molarotta, in Sila.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pappaluni · ARSAC — La coltivazione dei legumi in Calabria · ARSAC — Registro regionale della biodiversità agraria della Calabria
Come si riconosce
I pappaluni hanno due forme principali: una bianca e una violacea. La forma colorata si riconosce subito per la buccia marezzata, con sfumature che vanno dal verde al nero, dal marrone al giallo ocra fino al viola, spesso punteggiate di piccole macchie rossicce: ogni seme è diverso dall'altro.
Il Registro regionale della biodiversità li classifica nella specie Phaseolus coccineus e ne riporta i nomi locali pappaluni, pappalune e pappaluna.
I pappaluni colorati hanno un gusto intenso, adatto ai piatti rustici; i bianchi sono più delicati e versatili. L'ARSAC sottolinea in generale l'alto contenuto proteico dei legumi calabresi e la loro qualità, legata all'adattamento alle aree di origine.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pappaluni · ARSAC — Registro regionale della biodiversità agraria della Calabria · ARSAC — La coltivazione dei legumi in Calabria
In cucina
I pappaluni colorati sono i preferiti per le zuppe rustiche e i piatti della tradizione contadina. Fra le ricette più tipiche ci sono le minestre con la borragine selvatica e la pasta e fagioli aspromontana, ricca di broccoli, patate, carne, cotenna di maiale e peperoncino fresco, che ne esaltano il gusto intenso.
I pappaluni bianchi, più delicati, si prestano invece a contorni semplici, a minestre leggere e a piatti asciutti, anche insieme ad altre verdure di stagione.
Da sempre i pappaluni hanno un ruolo importante nell'alimentazione locale e sono un elemento fondamentale della cucina contadina aspromontana; l'ARSAC ricorda che i legumi, per l'alto contenuto di proteine, sono stati per secoli alla base dell'alimentazione.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pappaluni · ARSAC — La coltivazione dei legumi in Calabria
Dove assaggiarlo
I pappaluni si cercano nei paesi del versante tirrenico dell'Aspromonte, fra Delianuova, Cosoleto, Scido, Santa Cristina d'Aspromonte, Sant'Eufemia d'Aspromonte e Sinopoli, sopra la Piana di Gioia Tauro. Il periodo migliore è fra la fine dell'estate e l'autunno, quando si raccolgono.
Sono borghi di montagna dentro il Parco nazionale dell'Aspromonte, con boschi di castagno e acque limpide, dove i giovani agricoltori del Presidio stanno recuperando le terre e le colture tradizionali.
Un viaggio sulla costa reggina, per esempio a Scilla e sulla Costa Viola, può proseguire verso l'interno, salendo dalla Piana fino a questi paesi per scoprire una cucina di legumi e di montagna.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Pappaluni · ARSAC — La coltivazione dei legumi in Calabria
Tutela
- Presidio Slow Food — pappaluni (Fondazione Slow Food — Presidio Pappaluni)
Quando
- Raccolta: agosto–ottobre (Fondazione Slow Food — Presidio Pappaluni)
- Estate
- Autunno
