APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Oliva geracese
Presidio Slow Food · Frutta, verdura e legumi · Calabria
In breve
- Cultivar di olivo della Locride, sullo Ionio reggino, diffusa soprattutto fra Monasterace e Brancaleone. (Fondazione Slow Food — Presidio Oliva geracese)
- Matura tardi e diventa nero vinoso; il sapore è deciso, con note di menta, finocchio, basilico e rosmarino. (Fondazione Slow Food — Presidio Oliva geracese)
- Va soprattutto al frantoio, ma i frutti grossi si usano anche da tavola, in salamoia o schiacciati. (Fondazione Slow Food — Presidio Oliva geracese)
Storia e origine
Secondo la ricostruzione del Presidio Slow Food, l'olivo arrivò in Calabria con i primi coloni achei, nell'VIII secolo a.C., sulle coste fra Kaulon, Kroton e Sybaris. Nella colonia di Locri Epizefiri la coltivazione è documentata da reperti, incisioni e studi sulla dieta greca: l'olio serviva in cucina, nei riti e nella cura del corpo degli atleti, e il tempio principale della città era dedicato alla divinità a cui l'olivo era consacrato.
Intorno all'anno Mille atti notarili di compravendita testimoniano oliveti nel comprensorio di Mammola. Dopo periodi di abbandono e di ripresa, nel Rinascimento l'olivicoltura si consolidò fino a diventare uno dei pilastri dell'economia agricola calabrese.
In questo lungo percorso la varietà geracese è da oltre un secolo una delle cultivar più identitarie dello Ionio reggino. L'abbandono delle terre marginali e gli incendi ne mettono a rischio la sopravvivenza, e i pochi produttori rimasti lavorano per recuperarla: nel 2026 è diventata un nuovo Presidio Slow Food della Calabria.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Oliva geracese · ARSAC — La Calabria a Terra Madre Salone del Gusto 2026
Zona e metodo di produzione
La geracese si coltiva nell'area ionica della provincia di Reggio Calabria, soprattutto fra i comuni di Monasterace e Brancaleone. Il clima è caldo e mite, con piogge frequenti in autunno ed estati calde e molto secche.
Gli oliveti sono gestiti con le normali cure colturali.
La maturazione è tardiva e la raccolta cade di solito a novembre, con tecniche tradizionali. Sugli alberi alti le olive si fanno cadere con lunghi pali flessibili di frassino o di castagno, su reti e teli stesi sotto le piante; su quelli bassi si raccolgono a mano o con il pettine. Riempite cassette, cesti o sacchi, le olive vanno al frantoio.
Come si riconosce
L'oliva geracese ha forma obovata, leggermente asimmetrica, e a piena maturazione diventa di un colore nero vinoso.
Il sapore è marcato e deciso, con note vegetali molto aromatiche che il Presidio descrive come muschio, menta, finocchio, basilico, rosmarino e salvia.
Si riconosce anche dall'albero: la pianta è vigorosa, cresce in verticale e ha una chioma piuttosto fitta, con i rami fruttiferi rivolti verso l'alto e ravvicinati. Le foglie sono allungate e appuntite, di un verde intenso e di media grandezza, e i piccoli fiori sono raccolti in infiorescenze compatte, in media tredici ciascuna.
La cultivar è destinata soprattutto alla produzione di olio, ma i frutti più grossi si usano spesso anche come olive da tavola.
In cucina
Gran parte del raccolto va al frantoio e diventa olio. Le olive grosse si usano anche da mensa, in conserva e in salamoia, nei paté e nelle tradizionali olive schiacciate.
La Calabria conserva molte ricette per le olive da tavola, oggi riconosciute fra i prodotti agroalimentari tradizionali: olive in salamoia, schiacciate, sotto sale, alla calce, nella giara e nere infornate. In queste preparazioni le olive accompagnano il pane, i formaggi e i salumi della tavola contadina.
L'olio extravergine di oliva è anche l'ingrediente su cui si fondano molte conserve calabresi, dalle melanzane ai peperoncini sott'olio.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Oliva geracese · ARSAC (Regione Calabria) — I prodotti DOP, IGP e PAT della Calabria
Dove assaggiarlo
La geracese è un'oliva della Locride, la costa ionica reggina fra Monasterace e Brancaleone. La raccolta si fa a novembre, e le olive vanno al frantoio per la molitura.
È la terra dell'antica Locri Epizefiri, dove l'olivo è documentato fin dall'età greca. Sopra la costa sorge Gerace, borgo su una rupe da cui si vede il mare da una parte e la montagna dall'altra, fondato secondo la tradizione dai profughi di Locri e famoso per le sue chiese, fra cui una cattedrale consacrata nel 1045.
Nel 2026 l'oliva geracese è stata presentata con gli altri nuovi Presìdi calabresi a Terra Madre Salone del Gusto: un segnale di attenzione verso una varietà che i produttori della Locride stanno riportando nei loro uliveti.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Oliva geracese · Italia.it (Ministero del Turismo) — Gerace · ARSAC — La Calabria a Terra Madre Salone del Gusto 2026
Tutela
- Presidio Slow Food — oliva-geracese (Fondazione Slow Food — Presidio Oliva geracese)
Quando
- Raccolta: novembre (Fondazione Slow Food — Presidio Oliva geracese)
- Autunno
