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APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI

Noce della penisola sorrentina

Presidio Slow Food · PAT · Frutta, verdura e legumi · Campania

In breve

Storia e origine

Il noce è legato alla penisola sorrentina fin dall'antichità. Le noci di Sorrento erano già coltivate e apprezzate dai Romani: lo mostrano i resti di noci e di alberi carbonizzati ritrovati a Ercolano e a Pompei, e le noci raffigurate nei dipinti della Villa dei Misteri.

Il legame resta anche nei nomi. Piano di Sorrento è conosciuto pure come Caruotto, da una parola greca che significa noce, e diverse località e strade della penisola ne portano il ricordo. Da qui, secondo il Presidio, il noce si è diffuso nel resto della Campania, e la penisola ha fornito il materiale genetico da cui è stata selezionata la cultivar Sorrento, la più diffusa in Italia.

Oggi però la coltivazione nella sua terra d'origine è in difficoltà: si lavora su piccole superfici marginali e spesso terrazzate, dove la raccolta è faticosa, e molte piante non vengono più curate o sostituite. Il Presidio Slow Food, sostenuto dalla Regione Campania, è nato per riattivare l'economia locale e salvare i noci, che sono parte del paesaggio e dell'identità del territorio.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Noce della penisola sorrentina · Regione Campania — Noce di Sorrento (prodotto tradizionale)

Zona e metodo di produzione

L'area del Presidio comprende Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant'Agnello, Sorrento, Massa Lubrense, Capri e Anacapri, Agerola, Pimonte e Castellammare di Stabia limitatamente alle pendici del Monte Faito, in provincia di Napoli.

Tradizionalmente il noce cresceva insieme all'olivo e alla vite sulle terrazze delle colline, mentre in pianura si accompagnava agli agrumi. La raccolta, detta bacchiatura, va da settembre a fine ottobre secondo la zona: i rami si battono con lunghe pertiche di castagno oppure si sale sugli alberi.

Le noci si vendono fresche, appena raccolte, oppure si fanno seccare all'aperto su graticci. La Regione Campania ricorda che la resa varia molto da un anno all'altro e che la varietà Sorrento, con i suoi biotipi, è coltivata anche in altre zone della regione, come la pianura acerrano-nolana, il Casertano, i Campi Flegrei e i Picentini.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Noce della penisola sorrentina · Regione Campania — Noce di Sorrento (prodotto tradizionale)

Come si riconosce

La noce della penisola sorrentina ha pezzatura media e forma ovale regolare, con la base arrotondata e la punta leggermente aguzza. Il guscio è sottile, liscio e fragile, di un colore cannella chiaro. La Regione descrive anche un secondo ecotipo diffuso, più piccolo e tondeggiante.

Il gheriglio è chiaro, bianco-crema, voluminoso, tenero e croccante, con un sapore delicato e gradevole. Il pregio più apprezzato è la facilità con cui si estrae intero dal guscio, una qualità che piace sia ai pasticceri sia a chi le mangia al naturale.

Si trova fresca nei mesi della raccolta, oppure essiccata.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Noce della penisola sorrentina · Regione Campania — Noce di Sorrento (prodotto tradizionale)

In cucina

Nella cucina della costiera le noci entrano in molte ricette: salse, spaghetti con le noci e soprattutto la pasticceria, con biscotti, torroni e semifreddi. Il gheriglio che esce intero dal guscio le rende particolarmente amate dai pasticceri.

Dal noce nasce anche un liquore famoso, il nocino, chiamato qui anche nocillo, una delle specialità più legate a questo frutto.

Fresche, appena raccolte, le noci si gustano al naturale nei mesi autunnali; essiccate sui graticci accompagnano il resto dell'anno.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Noce della penisola sorrentina

Dove assaggiarlo

I noci si incontrano lungo tutta la penisola sorrentina, sulle colline terrazzate di Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant'Agnello, Sorrento e Massa Lubrense, sull'isola di Capri e sui monti alle spalle della costa, ad Agerola, a Pimonte e sulle pendici del Monte Faito. Piano di Sorrento, con il suo antico nome di Caruotto, porta la noce persino nel nome.

L'autunno, fra settembre e ottobre, è la stagione della bacchiatura, quando le noci fresche arrivano sul mercato. La pagina del Presidio Slow Food indica i produttori aderenti, e il nocino e i dolci alle noci si trovano durante tutto l'anno.

Chi visita la penisola può riconoscere i noci nel paesaggio dei terrazzamenti, accanto agli olivi, alle viti e agli agrumi.

Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Noce della penisola sorrentina

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