APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Fico secco reale di Atessa
Presidio Slow Food · Frutta, verdura e legumi · Abruzzo
In breve
- Fico della varietà reale, essiccato sulle colline di Atessa, Torino di Sangro, Archi, Perano e Paglieta, in provincia di Chieti. (Fondazione Slow Food — Presidio Fico secco reale di Atessa)
- I frutti si raccolgono a mano al mattino presto e seccano al sole su graticci di canne, ritirati ogni sera. (Fondazione Slow Food — Presidio Fico secco reale di Atessa)
- Una volta secchi si farciscono con un gheriglio di noce, si passano in forno e si conservano con foglie di alloro; si vendono dopo il 4 ottobre. (Fondazione Slow Food — Presidio Fico secco reale di Atessa)
Storia e origine
Atessa, sulle colline della provincia di Chieti, ha una storia che risale all'epoca romana, e gli scavi archeologici hanno mostrato quanto sia antico il suo legame con il fico. La varietà reale, ideale per l'essiccazione, è apprezzata da almeno due secoli.
Alcuni storici riferiscono che nel 1320 Roberto d'Angiò, che governava l'area di Chieti e Lanciano, avrebbe imposto delle gabelle sui fichi secchi di Atessa venduti via mare: un segno dell'importanza commerciale del prodotto.
I fichi di Atessa hanno avuto un mercato vivace fino a circa quarant'anni fa. Negli anni Settanta e Ottanta la crescita dell'industria in Val di Sangro ha reso difficile la vita delle aziende agricole, e oggi un piccolo gruppo di giovani ha deciso di riprendere coltivazione e trasformazione. Riuniti in associazione, sono sostenuti dal Presidio Slow Food.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Fico secco reale di Atessa
Zona e metodo di produzione
La zona è quella collinare dei comuni di Atessa, Torino di Sangro, Archi, Perano e Paglieta, in provincia di Chieti. Si essiccano fichi reali sia a polpa bianca sia a polpa rossa, raccolti fra metà agosto e fine settembre secondo l'andamento della stagione.
I frutti si colgono a mano, uno alla volta, di primo mattino, girandoli con delicatezza per non rovinare il picciolo. Poi si stendono sui cannizzi, graticci di piccole canne legate insieme, interi oppure incisi a metà senza separare le due parti. Di giorno restano al sole sotto una rete contro gli insetti; la sera si ritirano al riparo e all'asciutto. Si ripete per alcuni giorni, finché sono asciutti ma ancora morbidi.
A quel punto si aprono, si farciscono con un gheriglio di noce, si richiudono e passano in forno per una decina di minuti. Raffreddati, si conservano al buio con foglie di alloro. Il disciplinare esclude diserbo chimico e fertilizzanti di sintesi e fissa la vendita dopo il 4 ottobre.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Fico secco reale di Atessa
Come si riconosce
Il fico reale fresco ha una forma leggermente sferica, la buccia giallo-verde chiaro e una polpa molto succosa dal sapore che ricorda il miele.
Una volta essiccato il fico di Atessa deve restare morbido al tatto. Se è stato inciso, le due metà rimangono unite, e all'interno si trova il gheriglio di noce aggiunto prima del passaggio in forno. Le foglie di alloro con cui si conserva gli danno un profumo leggero.
C'è anche una data da ricordare: secondo le regole dei produttori il fico secco si mette in vendita solo dopo il 4 ottobre di ogni anno.
Si essiccano sia fichi a polpa bianca sia fichi a polpa rossa, entrambi della varietà reale.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Fico secco reale di Atessa
In cucina
Il fico farcito con la noce si gusta così com'è, come dolce semplice dell'autunno e dell'inverno.
In cucina entra in molte ricette: biscotti, dolci e confetture, ma anche pani e piatti di carne e di pesce, dove la dolcezza del frutto si unisce ai sapori salati.
Il fatto che si conservi a lungo, al buio e con l'alloro, ne ha fatto per secoli una riserva di dolcezza nelle case di campagna, e ancora oggi è un ingrediente versatile per chi cucina.
La varietà reale, dalla polpa mielata, è apprezzata da secoli proprio perché si presta all'essiccazione.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Fico secco reale di Atessa
Dove assaggiarlo
I fichi si producono sulle colline di Atessa, Torino di Sangro, Archi, Perano e Paglieta, nell'area della Val di Sangro, in provincia di Chieti.
Il periodo più interessante per visitare la zona è la fine dell'estate, quando i fichi si raccolgono e si stendono a seccare sui cannizzi, mentre il prodotto finito si trova dopo il 4 ottobre.
Torino di Sangro si affaccia sull'Adriatico, e la zona di produzione si lega facilmente a un itinerario lungo la costa dei Trabocchi e verso l'entroterra collinare del Chietino.
I produttori del Presidio sono riuniti in associazione e lavorano sia i fichi dei propri alberi sia quelli conferiti da altri agricoltori della zona.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Fico secco reale di Atessa
Tutela
- Presidio Slow Food — fico-secco-reale-di-atessa (Fondazione Slow Food — Presidio Fico secco reale di Atessa)
Quando
- Raccolta: agosto–settembre (Fondazione Slow Food — Presidio Fico secco reale di Atessa)
- Estate
- Autunno
