APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Cavolfiore della Piana del Sele
IGP · Frutta, verdura e legumi · Campania
In breve
- Cavolfiore fresco o pronto al consumo, di numerose varietà e ibridi ammessi, con corimbo di almeno 13 centimetri. (Qualigeo — Cavolfiore della Piana del Sele IGP · Regione Campania — Disciplinare di produzione Cavolfiore della Piana del Sele IGP (GU n. 166 del 17-07-2024))
- Si coltiva in dieci comuni della Piana del Sele, in provincia di Salerno, fra cui Battipaglia, Eboli e Capaccio Paestum. (Qualigeo — Cavolfiore della Piana del Sele IGP)
- Le zone collinari producono fra maggio e settembre, la pianura da ottobre ad aprile. (Regione Campania — Disciplinare di produzione Cavolfiore della Piana del Sele IGP (GU n. 166 del 17-07-2024))
Storia e origine
Il cavolfiore è legato da secoli alla fertilità della Piana del Sele e alla sua tradizione agricola: le prime testimonianze della coltivazione risalgono al XVI secolo. Il clima favorevole e i terreni fertili della piana, compresa fra la Costiera Amalfitana e la costa del Cilento, hanno fatto crescere nel tempo la produzione, sostenuta dall'apprezzamento dei consumatori.
Il disciplinare racconta questo legame come una reputazione costruita sulla qualità: l'aumento continuo della produzione nel corso degli anni e la notorietà del prodotto sui mercati nazionali ed europei.
Il riconoscimento come Indicazione Geografica Protetta è arrivato nel 2024, con il disciplinare pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del luglio di quell'anno, a coronare un prodotto che ha attraversato i secoli mantenendo il suo carattere.
Fonti: Qualigeo — Cavolfiore della Piana del Sele IGP · Regione Campania — Disciplinare di produzione Cavolfiore della Piana del Sele IGP (GU n. 166 del 17-07-2024) · Regione Campania — Prodotti tipici: Cavolfiore della Piana del Sele IGP
Zona e metodo di produzione
La zona comprende dieci comuni della provincia di Salerno: Albanella, Altavilla Silentina, Battipaglia, Bellizzi, Capaccio Paestum, Eboli, Giungano, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella e Pontecagnano Faiano.
Il clima della piana è mitigato dal Tirreno a ovest e protetto dai venti freddi dalla catena degli Alburni a nord-est; i suoli, profondi, sono di origine vulcanico-alluvionale. Grazie alle diverse altitudini, le aree collinari producono anche fra maggio e settembre, mentre la pianura copre l'autunno e l'inverno, da ottobre ad aprile: per questo il cavolfiore si raccoglie in tutto l'anno.
Si trapiantano piantine con quattro-cinque foglie, con una densità di 1,6-2 piante per metro quadrato, rispettando la rotazione colturale. La raccolta è manuale, con una resa massima di 40 tonnellate per ettaro; prima del confezionamento il gambo si taglia a un centimetro e si tolgono le foglie esterne non aderenti.
Fonti: Qualigeo — Cavolfiore della Piana del Sele IGP · Regione Campania — Disciplinare di produzione Cavolfiore della Piana del Sele IGP (GU n. 166 del 17-07-2024) · Regione Campania — Prodotti tipici: Cavolfiore della Piana del Sele IGP
Come si riconosce
Il disciplinare ammette molte varietà e ibridi di Brassica oleracea var. botrytis, con cicli fra 70 e 215 giorni, e ciascun cavolfiore ha forma e colore della propria varietà. Il corimbo è tondeggiante, con un calibro di almeno 13 centimetri, integro e senza macchie.
La consistenza è soda, compatta e croccante; al palato è dolce e delicato. Fra i parametri richiesti ci sono un residuo zuccherino di almeno 8,7 gradi Brix, una sostanza secca superiore al 6 per cento e più di 50 milligrammi di vitamina C per chilo.
Si vende fresco nelle tipologie affogliato, coronato, semicoronato, defogliato e nudo, oppure già pronto al consumo come prodotto di IV gamma.
Fonti: Regione Campania — Prodotti tipici: Cavolfiore della Piana del Sele IGP · Qualigeo — Cavolfiore della Piana del Sele IGP · Regione Campania — Disciplinare di produzione Cavolfiore della Piana del Sele IGP (GU n. 166 del 17-07-2024)
In cucina
La consistenza compatta lo fa restare croccante anche dopo la cottura e ne esalta il sapore dolce, per questo è un ortaggio molto versatile.
Nelle ricette tradizionali si gusta bollito o nelle zuppe; nelle preparazioni più recenti diventa ripieno di ravioli, flan e vellutate. Il disciplinare sottolinea proprio la buona resistenza alla cottura fra le qualità del prodotto.
Si conserva in frigorifero ed è meglio riportarlo a temperatura ambiente poco prima di cucinarlo. È anche ricco di vitamina C e di magnesio. In commercio si trova pure lavato, tagliato e confezionato in vaschette o buste, pronto per la cucina di tutti i giorni.
Fonti: Qualigeo — Cavolfiore della Piana del Sele IGP · Regione Campania — Disciplinare di produzione Cavolfiore della Piana del Sele IGP (GU n. 166 del 17-07-2024)
Dove assaggiarlo
La Piana del Sele è una grande pianura agricola fra Battipaglia, Eboli e Capaccio Paestum, e il cavolfiore si incontra nei suoi campi quasi tutto l'anno, in collina d'estate e in pianura da ottobre ad aprile.
Gli stessi comuni coltivano anche il Carciofo di Paestum IGP: un viaggio fra fine inverno e primavera permette di scoprire entrambi, insieme ai templi di Paestum.
Il Tirreno a ovest e i monti Alburni a nord-est fanno da cornice a questo paesaggio agricolo, racchiuso fra la Costiera Amalfitana e il Cilento: due mete che, con la piana in mezzo, compongono un viaggio fra mare, campagna e archeologia.
Fonti: Qualigeo — Cavolfiore della Piana del Sele IGP · Regione Campania — Disciplinare di produzione Cavolfiore della Piana del Sele IGP (GU n. 166 del 17-07-2024) · Qualigeo — Carciofo di Paestum IGP
Tutela
- Indicazione geografica protetta (IGP) — PGI-IT-02905 (eAmbrosia — Cavolfiore della Piana del Sele (PGI-IT-02905))
Quando
- Produzione: tutto l'anno (Regione Campania — Disciplinare di produzione Cavolfiore della Piana del Sele IGP (GU n. 166 del 17-07-2024))
