APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Castagna di Roccamonfina
IGP · Frutta, verdura e legumi · Campania
In breve
- Castagne delle cultivar Primitiva, Napoletana, Mercogliana, Paccuta e Lucente, vendute fresche o secche. (Qualigeo — Castagna di Roccamonfina IGP)
- Si producono in otto comuni della provincia di Caserta attorno al vulcano di Roccamonfina, fra cui Roccamonfina, Sessa Aurunca e Teano. (Qualigeo — Castagna di Roccamonfina IGP · Regione Campania — Prodotti tipici: Castagna di Roccamonfina IGP)
- È la prima castagna italiana a maturare: si raccoglie fra settembre e ottobre e arriva sul mercato già a inizio settembre. (Qualigeo — Castagna di Roccamonfina IGP)
- Dal 1976 si tiene la Sagra della Castagna di Roccamonfina, nata dall'antico mercato delle castagne del paese. (Regione Campania — Prodotti tipici: Castagna di Roccamonfina IGP)
Storia e origine
La castanicoltura nell'area di Roccamonfina è più antica della dominazione romana, e si è sviluppata soprattutto nel Medioevo. Una storia popolare molto conosciuta ne attribuisce l'introduzione a San Bernardino da Siena, durante il pellegrinaggio che nel 1430 portò alla costruzione del santuario della Madonna dei Lattani: la leggenda vuole che uno dei primi alberi di Tempestiva sia stato piantato da lui, vicino al convento sul monte Santa Croce.
Nei secoli successivi l'importanza economica della castagna è documentata da opere come La sede degli Aurunci di Girolamo Perrotta, del 1737, e dai listini locali che dalla metà dell'Ottocento ne registrano le contrattazioni.
Dai primi del Novecento Roccamonfina ospitava, per alcune settimane, il principale mercato delle castagne della provincia di Caserta. Con il tempo il mercato è diventato festa, con la messa di ringraziamento, la musica e le danze popolari, fino a quando, nel 1976, Comune e Pro Loco hanno istituito la Sagra della Castagna di Roccamonfina. Oggi la castagna è tutelata come Indicazione Geografica Protetta.
Fonti: Qualigeo — Castagna di Roccamonfina IGP · Regione Campania — Prodotti tipici: Castagna di Roccamonfina IGP · Regione Campania — Prodotti tradizionali: castagna paccuta e tempestiva del vulcano di Roccamonfina
Zona e metodo di produzione
La zona di produzione comprende l'intero territorio di otto comuni della provincia di Caserta: Caianello, Conca della Campania, Galluccio, Marzano Appio, Roccamonfina, Sessa Aurunca, Teano e Tora e Piccilli. È l'area del vulcano spento di Roccamonfina, dove i castagneti coprono circa 2.500 ettari e in molti comuni sono la coltura principale.
Le castagne si raccolgono da terra, a mano o con l'aiuto di mezzi meccanici, da settembre a ottobre, entro sette giorni dalla caduta naturale. I castagneti si curano e si potano con i sistemi tradizionali.
Le castagne fresche possono essere trattate in acqua calda oppure curate, cioè immerse in vasche d'acqua a temperatura ambiente per non più di dieci giorni e poi asciugate. Per il prodotto secco si usa l'essiccazione su graticci, a fuoco lento di legna o in forni moderni. Le basse quote, il suolo vulcanico e il clima caldo-umido fanno di questa la prima castagna italiana a maturare.
Fonti: Qualigeo — Castagna di Roccamonfina IGP · Regione Campania — Prodotti tipici: Castagna di Roccamonfina IGP
Come si riconosce
L'IGP riguarda cinque cultivar: Primitiva o Tempestiva, Napoletana o Riccia, Mercogliana o Marrone, Paccuta e Lucente o Lucida. La castagna ha forma asimmetrica, tendenzialmente globosa, e pezzatura media.
La buccia è marrone bruno, sottile e tenace, con solcature leggermente più scure; la polpa è bianco latte, croccante, di sapore mediamente dolce e delicato.
La Tempestiva deve il nome alla precocità: è la prima ad arrivare sul mercato, già a inizio settembre, e ha un alto contenuto di zuccheri. La Paccuta, così chiamata per la forma rotondeggiante, è un frutto di media grandezza coltivato soprattutto nella zona di Teano, sul versante sud-occidentale del vulcano.
Fonti: Qualigeo — Castagna di Roccamonfina IGP · Regione Campania — Prodotti tipici: Castagna di Roccamonfina IGP · Regione Campania — Prodotti tradizionali: castagna paccuta e tempestiva del vulcano di Roccamonfina
In cucina
La dolcezza delicata e la polpa croccante la rendono adatta tanto al consumo semplice quanto alla pasticceria. È ottima lessata o arrostita nelle classiche caldarroste. Nei dolci tradizionali entra nel castagnaccio e nelle frittelle di castagne, ma anche in dessert più elaborati come il montblanc.
Le castagne secche si prestano a piatti salati: il risotto con le castagne, le zuppe con i legumi, le tagliatelle di farina di castagne.
Si conserva per alcuni mesi in un luogo fresco e asciutto. In commercio si trova fresca, secca in guscio, secca sgusciata o pelata intera; il prodotto fresco è disponibile da inizio settembre a metà novembre, quello secco tutto l'anno.
Dove assaggiarlo
Roccamonfina è il cuore del territorio: un paese di collina sul più vasto edificio vulcanico d'Europa, con i castagneti che ne disegnano il paesaggio. Qui si tiene la Sagra della Castagna di Roccamonfina, erede dell'antico mercato che fra settembre e ottobre riempiva la piazza principale.
Sul monte Santa Croce, il santuario della Madonna dei Lattani è legato alla leggenda di San Bernardino e del primo castagno di Tempestiva.
Il viaggio prosegue negli altri comuni dell'IGP, come Sessa Aurunca e Teano: quest'ultima è anche terra del cece piccolo riccio, Presidio Slow Food. In settembre e ottobre è la stagione giusta per vedere i boschi in raccolta.
Fonti: Regione Campania — Prodotti tipici: Castagna di Roccamonfina IGP · Regione Campania — Prodotti tradizionali: castagna paccuta e tempestiva del vulcano di Roccamonfina · Qualigeo — Castagna di Roccamonfina IGP · Fondazione Slow Food — Presidio Cece di Teano
Tutela
- Indicazione geografica protetta (IGP) — PGI-IT-02764 (eAmbrosia — Castagna di Roccamonfina (PGI-IT-02764))
Quando
- Raccolta: settembre–ottobre (Qualigeo — Castagna di Roccamonfina IGP)
- Autunno
