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Carota dell'Altopiano del Fucino

IGP · Frutta, verdura e legumi · Abruzzo

In breve

Storia e origine

La carota ha origini lontane: la pianta viene dalle zone temperate e la sua origine si fa risalire all'Afghanistan, mentre furono Greci e Romani i primi a coltivarla. Nel Fucino, però, la sua storia è recente e coincide con quella del paesaggio stesso.

Fino al 1870 la grande conca era occupata dal lago del Fucino. Dopo il prosciugamento il fondo del lago è diventato terra agricola, e la carota vi si è diffusa; la coltivazione in pieno campo nell'area bonificata è cominciata nel 1950.

Oggi la Carota dell'Altopiano del Fucino è un'Indicazione geografica protetta, registrata nell'Unione europea, ed è tutelata da un consorzio dedicato agli ortaggi dell'altopiano.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Carota dell'Altopiano del Fucino IGP · eAmbrosia — Carota dell'Altopiano del Fucino (PGI-IT-0270)

Zona e metodo di produzione

La zona di produzione è l'altopiano del Fucino, un bacino di circa 14.000 ettari circondato da alte cime dell'Appennino, in provincia dell'Aquila. I terreni, a circa 700 metri di quota, sono giovani e fertili, ricchi dell'humus formato nei millenni dalle sostanze organiche depositate sul fondo del lago.

Il disciplinare ammette un elenco preciso di varietà. Il terreno si prepara con aratura, fresatura e rullatura; la semina, fra febbraio e aprile, si fa solo a macchina, per distribuire i semi in modo uniforme. Seguono sarchiatura e rincalzatura. Si irriga spesso ma con poca acqua, e d'estate solo di notte, per non danneggiare le piantine.

Si raccoglie nelle prime ore di sole. La raccolta è possibile tutto l'anno, ma il prodotto migliore arriva da giugno a ottobre. Entro quattro ore le carote devono raggiungere il centro di lavaggio e confezionamento, dove vengono subito raffreddate e lavorate.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Carota dell'Altopiano del Fucino IGP

Come si riconosce

La carota del Fucino ha forma cilindrica con la punta arrotondata ed è priva di peli radicali. Il colore è un arancio intenso e uniforme, che arriva fino al colletto.

La polpa è croccante e vitrea quando si spezza, il sapore dolce. Il terreno ricco dell'antico fondo lacustre, secondo la descrizione del prodotto, contribuisce a un buon contenuto di vitamine e proteine.

Si vende fresca in imballaggi di legno, cartone o plastica con l'etichetta della IGP, e si conserva abbastanza a lungo in un luogo fresco. Esistono anche prodotti trasformati ottenuti da questa carota.

Le carote destinate alla conservazione si raccolgono solo a sviluppo completo, rispettando i tempi della varietà e l'andamento della stagione, così da mantenere a lungo qualità e sapore.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Carota dell'Altopiano del Fucino IGP

In cucina

Si può mangiare cruda, dopo averla grattata leggermente in superficie, oppure in insalata, tagliata a striscioline, a rondelle o alla julienne. Si abbina bene a erbe verdi, pomodori, radicchi, mele e arance.

Cotta, entra nei passati e nei minestroni, accompagna gli arrosti e gli sformati, e si può cuocere con burro o olio, oppure saltare in padella con i broccoli.

È ricca di caroteni, che l'organismo usa per produrre vitamina A, e per questo si usa anche nei succhi.

Dolce e croccante, la carota del Fucino si presta tanto al consumo crudo quanto alla cottura, e accompagna la cucina di tutti i giorni in ogni stagione.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Carota dell'Altopiano del Fucino IGP

Dove assaggiarlo

La carota nasce nell'altopiano del Fucino, in provincia dell'Aquila: una vasta pianura coltivata, a circa 700 metri, dove un tempo c'era il lago, chiusa da montagne alte dell'Appennino.

Il periodo più ricco è fra giugno e ottobre, quando la raccolta dà il prodotto migliore, anche se le carote si raccolgono tutto l'anno.

Attraversare la piana del Fucino significa vedere un paesaggio agricolo nato dalla bonifica del lago, con i campi ordinati sul fondo dell'antica conca. È una tappa che si inserisce bene fra l'Aquila, la Marsica e il Parco nazionale d'Abruzzo.

Dai campi le carote arrivano entro quattro ore ai centri di lavaggio e confezionamento della zona, e da lì partono fresche, negli imballaggi con l'etichetta della IGP.

Fonti: Qualigeo (Fondazione Qualivita) — Carota dell'Altopiano del Fucino IGP

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