APULICA / FRUTTA, VERDURA E LEGUMI
Arancia belladonna di San Giuseppe
Presidio Slow Food · PAT · Frutta, verdura e legumi · Calabria
In breve
- Arancia bionda tardiva di Villa San Giuseppe, a nord di Reggio Calabria, coltivata nelle valli del Gallico e del Catona. (Fondazione Slow Food — Presidio Arancia belladonna di San Giuseppe)
- Fino agli anni Settanta si esportava in tutta Europa, fino in Russia: per questo è detta anche arancia degli zar. (Fondazione Slow Food — Presidio Arancia belladonna di San Giuseppe)
- Ovale, a buccia sottile e polpa succosa con pochissimi semi, si conserva a lungo: un tempo si teneva tutta l'estate in sabbia o segatura. (Fondazione Slow Food — Presidio Arancia belladonna di San Giuseppe)
- L'arancia di Villa San Giuseppe è iscritta fra i prodotti tradizionali della Calabria. (Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026))
Storia e origine
L'arancia belladonna porta il nome di Villa San Giuseppe, una frazione nella parte settentrionale della città di Reggio Calabria, sulla foce del torrente Gallico. Secondo alcuni studi le prime notizie di questa varietà risalgono al 1863, quando il professor Pasquale Giuseppe, in un trattato di economia agraria dedicato all'area agrumicola reggina, sottolineò l'eccellenza delle arance di Villa San Giuseppe.
Erano agrumi celebri e una risorsa economica importante: fino agli anni Settanta del Novecento si vendevano in Italia e si esportavano in tutta Europa, fino in Russia, tanto da guadagnarsi il soprannome di arance degli zar. In dialetto si chiamano purtuallu longu, e gli anziani del posto ricordano che la loro coltivazione reggeva l'economia della zona, perché rendeva molto più di altri prodotti agricoli.
Il lavoro negli agrumeti aveva i suoi ruoli: il guardiano che stimava il raccolto e controllava gli operai, i raccoglitori, i panarari che portavano i secchi pieni dai campi e i taddieri che rifinivano ogni frutto con il coltello, lasciando il peduncolo con una o due foglie. Oggi la belladonna è un Presidio Slow Food ed è iscritta fra i prodotti tradizionali della Calabria.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Arancia belladonna di San Giuseppe · Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026)
Zona e metodo di produzione
La zona di coltivazione si trova nel fondovalle delle fiumare del Gallico e del Catona e, dalla fascia pre-montana dell'Aspromonte, scende fino allo Stretto. La belladonna è una cultivar tardiva: matura fra aprile e maggio, e la raccolta può spingersi fino a giugno.
In passato gli agrumeti erano quasi sempre affidati a coloni, e la frutta, grazie alla sua lunga conservabilità, si teneva per tutta l'estate al buio, in cassette di legno, nella sabbia di mare o nella segatura di faggio o di pioppo.
Negli ultimi decenni la mancanza di ricambio generazionale e la frammentazione delle proprietà, con costi alti e margini piccoli, hanno portato all'abbandono di molti agrumeti; alcuni coltivatori hanno anche reinnestato gli alberi a tarocco, una varietà più diffusa e facile da vendere. I produttori del Presidio invitano gli agricoltori della zona a riprendere la coltivazione della belladonna.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Arancia belladonna di San Giuseppe
Come si riconosce
La belladonna è un'arancia tardiva a polpa bionda, che matura fra aprile e maggio e a volte fino a giugno. Ha pezzatura media, intorno ai 200 grammi, di forma ovale, con la buccia sottile. La polpa è bionda, molto succosa, con pochissimi semi.
Il suo pregio storico è la serbevolezza: si conserva a lungo, tanto che un tempo restava buona per tutta l'estate.
È ottima mangiata fresca, ma si presta anche a essere trasformata in marmellate e in scorzette candite.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Arancia belladonna di San Giuseppe
Dove assaggiarlo
La belladonna si cerca a Villa San Giuseppe e nelle valli del Gallico e del Catona, alle porte settentrionali di Reggio Calabria, nella stagione di raccolta, fra aprile e giugno. Il recupero degli agrumeti, sottolinea Slow Food, non è solo un'occasione di reddito: aiuta a conservare il paesaggio di un territorio che proprio grazie alle arance si è meritato il nome di giardino sullo Stretto.
La visita si completa in città. Reggio Calabria, affacciata sul mare, ospita il Museo archeologico nazionale con i Bronzi di Riace, e Italia.it suggerisce come prima tappa per capire la cultura agrumaria il Museo agrumario, con i macchinari usati per estrarre essenza e succo di bergamotto e una raccolta fotografica sulla coltivazione, la raccolta e la lavorazione del bergamotto.
Fonti: Fondazione Slow Food — Presidio Arancia belladonna di San Giuseppe · Italia.it — Reggio Calabria · Italia.it — Via del Bergamotto: Reggio Calabria e Costa Ionica
Tutela
- Presidio Slow Food — arancia-belladonna-di-san-giuseppe (Fondazione Slow Food — Presidio Arancia belladonna di San Giuseppe)
- Prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) — Calabria, n. 69, XXVI revisione (Masaf — Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, XXVI revisione (2026))
Quando
- Raccolta: aprile–giugno (Fondazione Slow Food — Presidio Arancia belladonna di San Giuseppe)
- Primavera
- Estate
