Puglia / LUOGHI, SAPORI, CULTURA
Santeramo in Colle: dettagli della Murgia abitata
Santeramo può dare a un viaggio murgiano una tappa dedicata al rapporto fra paesaggio, rappresentazione e tavola. Proponiamo di partire da un palazzo e da uno sguardo d’artista, poi uscire verso il territorio e tornare al lavoro di una cucina. È una sequenza che distingue il paese da una semplice base fra tappe più note. Per chi arriva da Altamura o prosegue verso Matera, il senso non è aggiungere un nome al percorso: è fermarsi su un altro modo di raccontare la vita dei campi e il sapere del cibo.

Foto: G.ppe Davide Procacci · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.
Il palazzo: rappresentanza e servizi nella stessa casa
La Carta dei beni culturali regionale data il Palazzo Marchesale al 1576 e descrive una pianta quadrangolare intorno a una corte. Il portale è decorato con bugne lisce e diamantate; ai livelli inferiori erano collocati forno, depositi e scuderie, mentre sopra si trovavano ambienti di rappresentanza. Questa distribuzione permette una lettura concreta del potere e del lavoro: chi riceveva, chi produceva, dove si conservavano le risorse. Osserverei prima il prospetto e il portale, poi userei la descrizione storica per interpretare il rapporto fra gli ambienti, senza promettere l’accesso a ogni spazio interno.
Fonti: Carta dei beni culturali della Regione Puglia — Palazzo Marchesale
Francesco Netti: guardare la campagna attraverso un pittore
Francesco Netti nacque a Santeramo nel 1832; il Comune collega parte della sua opera alla vita dei campi e agli scorci del paese. Il ciclo dei mietitori comprende Riposo in mietitura, Il pasto dei mietitori e La messe. Non sono quadri da dare per esposti qui: il percorso urbano può invece partire dal riferimento di Palazzo Netti in via Sant’Eligio e dalla relazione fra immagini e territorio. Proporrei di discutere lavoro, gesto e momento del pasto, poi osservare il paesaggio con queste domande. Il cibo entra così nella visita come esperienza umana, non soltanto come assaggio finale.
Un tratto di cammino verso Altamura
La guida ufficiale della Via Peuceta collega Santeramo ad Altamura attraverso contrade rurali e territorio murgiano; segnala il culto micaelico della grotta di Sant’Angelo e una carraia medievale in località Fornello. Questi riferimenti suggeriscono un’escursione da leggere, non solo chilometri da completare. Per un viaggio con tempi brevi sceglierei un tratto guidato coerente con il gruppo, usando una domanda come filo: come cambia il terreno e che cosa rende riconoscibile una vecchia via? Il cammino intero richiede invece una propria progettazione, con soste e assistenza, distinta dalla visita del paese.
Il fornello come incontro con il mestiere
Antica Macelleria Lassandro, in via Roma 28, presenta il fornello come possibilità di gustare sul posto le carni della macelleria. I Giardini della Carne descrive invece cottura a legna e un’offerta che comprende carni equine, bovine, suine e ovine. Sono riferimenti editoriali identificati, non fornitori convenzionati. La scelta deve rispettare gusti e abitudini del viaggiatore: non tutti desiderano provare le stesse specie. Mi interessa il passaggio dal banco alla cottura e la spiegazione di un taglio, più di un grande assortimento. Un incontro ben costruito lascia capire una competenza e il modo in cui la cucina la rende leggibile.
Fonti: Antica Macelleria Lassandro — fornello e contatti · I Giardini della Carne — macelleria e fornello pronto
Dove dormire e un costo pubblicato
Hotel Murgia, in via Iazzitiello 69, offre camere e ristorante a Santeramo. Il sito, consultato il 6 ottobre 2026, indica la matrimoniale a partire da 88 € per notte. È una tariffa iniziale pubblicata, non un preventivo Apulica: periodo, disponibilità, occupazione e condizioni vanno definiti per la richiesta effettiva; il dato non comprende un itinerario o servizi aggiuntivi. Lo considererei come base per chi vuole tenere insieme paese, cammino e tavola. Chi preferisce una notte in un altro centro può invece dare a Santeramo una giornata propria, senza usare l’alloggio per moltiplicare gli spostamenti.
Quando andare e come Apulica collega le tappe
Proporrei primavera o autunno per associare passeggiata urbana e tratto di cammino; per una visita estiva terrei distinta l’escursione dal tempo dedicato alla tavola e al paese. Possiamo organizzare interpretazione culturale, cammino commisurato al gruppo, pranzo o cena al fornello e soggiorno. Altamura permette un confronto fra panificazione e paesaggio; Gravina aggiunge un’altra lettura della roccia e dell’abitare; Matera prosegue il racconto oltre il confine regionale. Sceglierei una connessione principale, lasciando alle altre un giorno diverso. Una sequenza breve ma ragionata rende più chiari i legami fra produzione, lavoro e vita quotidiana.
IL FILO DEL VIAGGIO
Come immaginare un percorso qui
Possiamo progettare Santeramo fra patrimonio, sguardo di Netti, cammino e fornello, con una base scelta per proseguire verso Altamura o Matera.
Parliamone insieme




