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Molfetta: il porto e le cupole

Molfetta permette di tenere insieme tre modi di guardare: il profilo del duomo sul porto, le opere nate per una comunità e le tracce del lavoro conservate nell’entroterra. La costa non diventa una giornata separata dal resto della Puglia: è un altro punto di vista sul rapporto fra abitare, produrre e raccontare. Per il nostro viaggio scegliamo un tema principale, lasciando che una passeggiata e una tavola gli diano continuità.

Scorcio di Molfetta
Scorcio di Molfetta
Foto: The original uploader was Michele Zaccaria at Italian Wikipedia. · Wikimedia Commons · CC BY-SA 2.0 · Ridimensionata e convertita in WebP.

Il duomo: prima guardare, poi entrare

Le tre cupole allineate e le due torri rendono riconoscibile il Duomo Vecchio di San Corrado. La costruzione è distinta dalla cattedrale cittadina: il nome «duomo» può quindi trarre in inganno chi immagina un unico edificio. Dal porto suggeriamo di osservare prima i volumi, poi il passaggio verso l’interno. È un esercizio semplice: riconoscere come una chiesa cambia presenza secondo il punto da cui la si guarda. Questo sguardo rende più leggibile anche il successivo confronto con la cattedrale di Trani.

Fonti: Italia.it — Duomo Vecchio di San Corrado

Il Pulo: paesaggio e produzione prima della città

Il Museo Civico Archeologico del Pulo, nella Casina Cappelluti, riunisce materiali provenienti dal Pulo e dal fondo Azzollini. Il percorso lega geomorfologia e storia umana: vita neolitica, lavorazione di pietra e ceramica, domesticazione, ma anche il convento dei Cappuccini e la nitriera borbonica, che estraeva salnitro per la polvere da sparo. Sono usi molto diversi dello stesso luogo. La visita invita a cercare negli oggetti le scelte pratiche delle persone, anziché ridurre la preistoria a una data lontana.

Fonti: Comune di Molfetta — Museo Civico Archeologico del Pulo

La pittura: un’opera torna alla sua comunità

La pinacoteca del Museo Diocesano comprende la Dormitio Virginis attribuita a Marco Cardisco. La tavola fu destinata all’altare maggiore della vecchia cattedrale per volontà del vescovo Giacomo Ponzetti; il museo la colloca intorno al 1530–1532. Questo legame permette di attraversare il centro e ritrovare in un’opera la storia dell’edificio appena osservato. Non occorre conoscere già i pittori: la domanda utile riguarda il committente, il luogo originario e ciò che un’immagine significava per le persone che la vedevano.

Fonti: Museo Diocesano — pittura del XVI e XVII secolo

Quando andare: il cibo segue anche il calendario

Nel periodo pasquale la tradizione pugliese comprende le scarcelle, dolci con un uovo sodo inserito nell’impasto e decorazioni di zucchero. L’Atlante regionale ne colloca la preparazione nella Settimana Santa o nella precedente. È una ragione gastronomica per scegliere quel periodo, non una specialità esclusiva di Molfetta. Nell’assaggio ci interessa proprio distinguere una tradizione condivisa dalle interpretazioni dei singoli forni.

Fonti: Atlante PAT Puglia — Scarcelle

Dove mangiare: una tavola da valutare

Il Vecchio Gazebo, in via Marconi 18/20, presenta sul proprio sito una proposta di ristorante e pizzeria, con impasti a lunga lievitazione e cucina che rilegge preparazioni pugliesi. È un riferimento editoriale concreto per chi desidera una cena diversa dall’assaggio veloce durante la passeggiata. Lo considereremmo dopo aver scelto il carattere della giornata: una tavola contemporanea può essere interessante anche quando il percorso riguarda il patrimonio storico. Il nome non implica un rapporto commerciale con Apulica; menu e proposta per il vostro gruppo vanno riferiti alle date richieste.

Fonti: Il Vecchio Gazebo — sito ufficiale del ristorante

Come la colleghiamo: un ritorno costiero con sostanza

Proponiamo Molfetta dopo una giornata nell’Alta Murgia, oppure nel tratto fra Giovinazzo e Bisceglie. Il tema decide la sequenza: chi cerca arte può accostare il duomo alla pinacoteca; chi è interessato al paesaggio può dedicare più tempo al Pulo e al suo museo. Non metteremmo ogni approfondimento nello stesso pomeriggio. Apulica può costruire il passaggio dall’entroterra alla costa organizzando accompagnamento, trasferimenti e una sosta a tavola: il valore sta nel collegare gli incontri, non nel moltiplicare gli ingressi.

IL FILO DEL VIAGGIO

Come immaginare un percorso qui

Possiamo costruire una giornata tra architettura, museo e tavola oppure un approfondimento sul Pulo, collegando Molfetta a Giovinazzo, Bisceglie e all’entroterra murgiano.

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Sapori e storie di questi luoghi

Radici

Fabio racconta il forno dei suoi nonni a Giovinazzo, le focacce, le pietanze portate a cuocere e le consegne in bicicletta di suo padre.

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